Al banco della libreria trovi tre libri con tre bollini diversi: uno Strega, uno Campiello, uno Bancarella. La domanda che viene naturale è quale dei tre conti di più.

La differenza fra i premi letterari non sta in una scala di prestigio, ma in chi esprime il voto. Nel primo caso decide l'ambiente letterario, nel secondo un gruppo di lettori comuni, nel terzo i librai. Tre corpi votanti diversi misurano tre cose diverse, e confrontarli come se fossero in competizione non porta a nulla.

Il criterio da usare è chi vota

Ogni premio è definito dal proprio corpo elettorale. Chi vota determina che cosa il risultato rappresenta, molto più del regolamento o della dotazione.

Il Premio Strega è votato da scrittori, critici, studiosi e professionisti della cultura: il suo esito riflette il giudizio di chi la letteratura la produce e la commenta. Il Premio Campiello affida la scelta finale a una giuria di lettori non professionisti, quindi misura come un libro viene ricevuto fuori dall'ambiente. Il Premio Bancarella è votato dai librai, e racconta che cosa funziona sul banco.

Sono tre informazioni utili e non sovrapponibili. La domanda giusta non è quale premio valga di più, ma quale delle tre informazioni ti serve.

Strega: il giudizio dell'ambiente letterario

Il corpo votante dello Strega è composto da persone che nel mondo dei libri lavorano: autori, critici, editori, studiosi, insieme a componenti aggiuntive introdotte nel tempo per allargare la base. Il voto è personale e nominativo.

Ne consegue che il risultato riflette le letture, le sensibilità e anche le relazioni di quell'ambiente. Non è un difetto del premio: è ciò che il premio è costruito per misurare, cioè quale libro l'ambiente letterario riconosce come rappresentativo dell'anno.

Poiché i libri entrano in gara per designazione e il voto finale è palese, il meccanismo è trasparente e allo stesso tempo esposto: si vede chi propone e chi vota che cosa.

Per il lettore, la conseguenza pratica è che una cinquina dello Strega è una buona mappa di che cosa si sta discutendo nella narrativa italiana in quel momento, indipendentemente da chi vincerà.

Campiello e Bancarella: ricezione e vendibilità

Nel Campiello la selezione dei finalisti è affidata a una giuria di letterati, mentre il vincitore lo sceglie una giuria di lettori comuni, composta con criteri di distribuzione per territorio, età e categoria professionale, e il voto resta riservato fino alla proclamazione.

Il risultato dice quindi quale libro, fra quelli selezionati dalla critica, ha convinto di più un pubblico non specialista. È l'informazione che manca nei premi decisi solo da addetti ai lavori.

Il Bancarella funziona ancora diversamente: a votare sono i librai, cioè persone che vedono ogni giorno che cosa i clienti chiedono, comprano e riportano indietro soddisfatti. Il loro voto incorpora l'esperienza del banco.

Ne deriva che i titoli premiati tendono ad avere caratteristiche riconoscibili: leggibilità, capacità di essere consigliati, pubblico ampio. È il riconoscimento più vicino alla dimensione commerciale della lettura, ed è coerente con l'origine del premio, legata ai librai ambulanti.

Che cosa non si può dedurre da un confronto

Non si può dedurre una gerarchia di valore. I tre premi non misurano la stessa grandezza con strumenti diversi: misurano grandezze diverse, e non esiste un'unità comune per confrontarle.

Non si può nemmeno dedurre una contrapposizione fra qualità e vendite. Molti titoli premiati dai librai hanno ricevuto attenzione critica, e molti vincitori di premi decisi dall'ambiente letterario hanno venduto moltissimo.

Va distinta anche la struttura del voto: palese e progressivo nello Strega, riservato e annunciato in busta chiusa nel Campiello. Sono scelte che cambiano il modo in cui la serata si svolge e la quantità di discussione che ne segue.

Un caso interessante è quello dei titoli che compaiono in più premi. Non significa che siano oggettivamente i migliori: significa che hanno funzionato su corpi votanti diversi, e quindi che riescono a essere apprezzati sia dall'ambiente sia dai lettori sia dai librai.

Quale premio seguire, a seconda di cosa cerchi

Se cerchi la conversazione letteraria dell'anno, guarda le selezioni dello Strega: la dozzina e la cinquina sono la mappa più ampia.

Se cerchi un romanzo selezionato dalla critica ma verificato su lettori comuni, il vincitore del Campiello è l'indicazione più diretta.

Se cerchi una lettura che funziona, consigliata da chi vende libri tutti i giorni, l'albo del Bancarella è la lista giusta.

E se un titolo compare in due o tre elenchi, prendilo come segnale che ha superato prove diverse. I tre bollini restano lì, sulle stesse tre copertine. Adesso sai che non stanno dicendo la stessa cosa con voci diverse.