Alla finale del Premio Campiello il vincitore viene annunciato in busta chiusa, senza spoglio davanti al pubblico. Il risultato è già stato deciso, e a deciderlo non è stata una giuria di critici.

La giuria dei lettori del Campiello è composta da persone che non lavorano nell'editoria: lettori comuni, selezionati secondo criteri di distribuzione geografica, età e categoria professionale. Sono loro a scegliere il vincitore fra i finalisti, ed è la caratteristica che distingue questo riconoscimento da quasi tutti gli altri.

Due giurie, due decisioni diverse

Il premio è organizzato su due livelli. Una giuria composta da letterati — studiosi, critici, docenti — legge la produzione dell'anno e seleziona i finalisti. È un lavoro di valutazione fatto da persone di mestiere.

La seconda giuria, quella dei lettori, riceve i libri finalisti e vota il vincitore. I suoi membri non sono professionisti del settore e non devono giustificare la propria scelta.

Le due decisioni rispondono quindi a criteri diversi: la prima misura il giudizio critico su un'annata, la seconda la ricezione di quegli stessi titoli da parte di lettori non specialisti. È il motivo per cui l'esito finale può divergere da quanto la critica aveva anticipato.

Come è composta la giuria popolare

La giuria dei lettori conta alcune centinaia di membri, ed è costruita per rappresentare pubblici diversi. La composizione tiene conto della distribuzione sul territorio nazionale, delle fasce d'età e delle categorie professionali di appartenenza.

L'obiettivo dichiarato è evitare che il voto rispecchi un solo ambiente. Un corpo elettorale tutto concentrato in una città o in una fascia d'età produrrebbe un risultato molto diverso, e la ripartizione serve proprio a impedirlo.

I giurati vengono rinnovati nel tempo, in modo che l'incarico non diventi permanente. Anche questo è un accorgimento strutturale: una giuria popolare stabile per decenni finirebbe per assomigliare a una giuria di mestiere.

Chi ne fa parte riceve i libri finalisti e li legge nell'arco dei mesi che precedono la finale, senza obbligo di partecipare a incontri o presentazioni.

Il voto resta riservato fino alla serata

I giurati esprimono il proprio voto e lo trasmettono secondo le modalità previste dal regolamento. Le schede vengono raccolte e lo spoglio avviene prima della finale, ma il risultato non viene comunicato a nessuno.

Questo produce la scena caratteristica della serata veneziana: nessuno spoglio pubblico, nessuna classifica che si costruisce voto dopo voto, solo l'apertura della busta e la proclamazione.

La riservatezza ha una conseguenza importante sul comportamento del premio. Non essendoci voto palese, non si osserva chi ha votato che cosa, e viene meno gran parte del materiale su cui altrove nascono le discussioni sull'orientamento dei votanti.

Chi segue la diretta, quindi, non vede una gara: vede un annuncio. Ed è per questo che la parte più interessante della serata sono gli interventi dei finalisti, non il conteggio.

Giuria di lettori non significa voto del pubblico

Conviene distinguere questa struttura da altre che le somigliano. Una giuria di lettori selezionata non è un televoto né una votazione online aperta a chiunque: i membri sono individuati, i criteri di composizione sono definiti, e il numero è stabile.

Non è nemmeno una giuria di mestiere allargata: i giurati sono scelti in quanto lettori, non in quanto operatori del settore, e questa è la differenza rispetto ai corpi votanti composti da scrittori, critici e professionisti dell'editoria.

Va poi tenuta separata la funzione dei due livelli: chi contesta un finalista sta contestando la giuria dei letterati, chi contesta il vincitore sta contestando quella dei lettori. Sono due organismi con compiti diversi.

Per i requisiti di partecipazione alla giuria popolare, che riguardano età, residenza e disponibilità, il riferimento è il regolamento aggiornato pubblicato dagli organizzatori, che indica anche le modalità con cui si presenta la propria candidatura.

Che cosa farne quando esce la selezione

La cinquina del Campiello va letta sapendo chi l'ha prodotta: è la valutazione di una giuria di letterati sull'annata, e quindi funziona come una segnalazione critica.

Il vincitore, invece, va letto come indicazione di ricezione: dice quale di quei libri ha funzionato meglio su un pubblico di lettori non professionisti distribuito per età e territorio.

Se ti interessa capire come si diventa giurati, il documento da consultare è il regolamento della giuria dei lettori pubblicato dalla fondazione che gestisce il premio, che descrive requisiti e procedura di selezione.

E se cerchi letture, la selezione dei finalisti degli anni passati è una lista già filtrata due volte, prima dalla critica e poi dai lettori. La busta chiusa sul palco resterà chiusa fino all'ultimo. Adesso sai che dentro c'è il risultato di alcune centinaia di letture fatte da persone come te.