Romance «spicy» e «non spicy» sono due etichette che i lettori usano continuamente e che non compaiono su nessuna copertina. Indicano quanto un romanzo contenga scene sessuali esplicite, ed è probabilmente l'informazione più cercata e meno disponibile nel settore.
Vale la pena capire come funziona, perché è l'unico strumento di orientamento esistente su questo aspetto.
Da dove viene il termine
Spicy significa piccante, ed è nato nelle comunità di lettori anglosassoni come modo rapido per segnalare il contenuto di un libro senza doverlo descrivere.
Il simbolo associato è il peperoncino, e il numero di peperoncini indica l'intensità. È un sistema informale, nato dal basso, senza alcuna autorità che lo regoli.
Proprio per questo funziona in modo approssimativo: quello che un lettore considera due peperoncini, un altro lo considera quattro. Ma la direzione generale è comprensibile a tutti.
Come si legge la scala
Nella pratica corrente i livelli si distribuiscono più o meno così.
Zero peperoncini indica un romance senza scene esplicite. La relazione fisica esiste ma non viene descritta, oppure si interrompe con una chiusura di capitolo. È quello che viene chiamato anche closed door, porta chiusa.
Uno o due indicano scene presenti ma brevi e poco dettagliate, con un linguaggio allusivo.
Tre segnalano scene esplicite che occupano uno spazio riconoscibile nel romanzo, senza esserne il centro.
Quattro o cinque indicano un libro in cui il contenuto esplicito è frequente, dettagliato e costituisce una parte sostanziale delle pagine.
Non spicy non significa per bambini
È l'equivoco più diffuso, e vale la pena chiarirlo.
Un romance senza scene esplicite può contenere violenza, temi difficili, situazioni disturbanti. La scala dei peperoncini misura una cosa sola: la presenza di contenuto sessuale descritto.
Un romanzo con zero peperoncini può essere del tutto inadatto a una lettrice di dodici anni per altre ragioni. E uno con tre può essere una storia d'amore adulta perfettamente ordinaria.
Le due informazioni vanno tenute separate, e chi le confonde sbaglia in entrambe le direzioni.
Cosa succede nelle traduzioni
C'è un aspetto che riguarda specificamente il mercato italiano.
Molte edizioni originali riportano nelle prime pagine avvertenze sui contenuti: un elenco dei temi difficili presenti nel testo. È un'informazione che aiuta chi legge a decidere.
Ne abbiamo parlato a proposito degli avvertimenti presenti all'estero. Non tutte le edizioni italiane le riportano. È un'osservazione avanzata da chi segue il fenomeno, ed è stata sollevata pubblicamente in relazione al pubblico giovanissimo di questi libri.
Il risultato pratico è che il lettore italiano compra un libro con meno informazioni di quante ne avesse il lettore originale.
Il caso del dark romance
Accanto alla scala di intensità esiste una categoria che va tenuta distinta: il dark romance.
Non indica semplicemente un romance esplicito. Indica storie che affrontano dinamiche di potere, coercizione, violenza dentro la relazione: temi che nella narrativa esistono da sempre e che qui vengono trattati dentro la struttura del romance.
È il sottogenere più discusso, e quello su cui le posizioni sono più distanti. Chi lo difende sostiene che la narrativa possa esplorare qualsiasi cosa e che i lettori sappiano distinguere. Chi lo critica osserva che il pubblico è spesso molto giovane e che la struttura del romance tende a rendere desiderabile ciò che racconta.
Entrambe le posizioni hanno argomenti seri, ed è una discussione aperta.
Come trovare l'informazione
Chi vuole sapere in anticipo cosa contiene un libro ha tre strade praticabili.
Le comunità di lettori online, dove questa informazione viene condivisa in modo sistematico e spesso più dettagliato di quanto farebbe qualsiasi editore.
Il sito dell'editore originale, per i libri tradotti, che riporta talvolta le avvertenze assenti nell'edizione italiana.
Il libraio, che se conosce il catalogo sa dire di cosa parla un libro e a chi è adatto. È l'informazione più affidabile e costa una domanda.
Un sistema nato dai lettori
Vale la pena sottolineare una caratteristica di questo sistema: non l'ha inventato nessun editore.
È nato dal basso, fra persone che leggevano molto e che avevano bisogno di comunicarsi rapidamente un'informazione che nessuno forniva. Si è diffuso perché funzionava, e oggi è più usato di qualsiasi classificazione ufficiale.
È un caso interessante di autoregolamentazione: un pubblico che si dà da solo gli strumenti che il mercato non gli ha dato.
Il limite è evidente: non essendoci un'autorità, non c'è coerenza. Ma la stessa cosa vale per le stelle delle recensioni, e nessuno ha smesso di usarle.
Perché conta soprattutto per chi regala
Un lettore adulto che compra per sé difficilmente ha problemi: se il libro non gli piace lo chiude.
Il caso in cui questa informazione diventa importante è un altro: il genitore che compra per la figlia, il regalo per un compleanno, la scelta fatta per qualcun altro sulla base di una copertina.
Molte copertine del romance contemporaneo sono illustrate con uno stile leggero e colorato che non corrisponde al contenuto. Non è un inganno deliberato: è una convenzione grafica del settore. Ma produce l'effetto di rendere impossibile capire cosa si ha in mano.
Chiedere il livello, in questi casi, è la cosa più sensata da fare. E i lettori di quel genere rispondono volentieri, perché è esattamente il motivo per cui hanno inventato quella scala.
Cosa non misura la scala
Un ultimo chiarimento che evita fraintendimenti frequenti.
Il livello indicato non dice nulla sulla qualità del libro. Un romanzo con zero peperoncini può essere scritto benissimo o malissimo, e lo stesso vale per uno con cinque.
Non dice nulla nemmeno sul peso della storia d'amore nel romanzo complessivo: esistono libri molto espliciti in cui la relazione è secondaria rispetto alla trama, e libri senza alcuna scena in cui il rapporto occupa ogni pagina.
È un indicatore che misura una cosa sola, e va usato per quello.
