Jacquie Kahns, la protagonista di «Invisibile City» di Julia Dahl, cammina per Manhattan notando dettagli che altri passanti non vedono: le crepe nei marciapiedi, il modo in cui la luce filtra tra i grattacieli, i volti affrettati nelle stazioni della metropolitana. Per molti lettori, mentre scorrevano queste pagine, la città è apparsa davanti ai loro occhi con la stessa vivacità. Per altri, la stessa descrizione è rimasta il puro contenuto informativo di parole sulla pagina, senza mai trasformarsi in un'immagine visiva.

Questa differenza non dipende dalla scarsa intelligenza o dalla mancanza di fantasia. Dipende da come i nostri cervelli sono costruiti.

La visualizzazione mentale esiste davvero

Durante la lettura, il cervello di chi possiede una vivida immaginazione visiva attiva le stesse aree cerebrali che si attiverebbero guardando una scena reale. Non è una metafora. Neuroscienziati hanno dimostrato che chi visualizza mentre legge attiva la corteccia visiva, il sistema limbico e altre zone del cervello dedicate all'elaborazione delle immagini. Il lettore crea davvero un film mentale.

In «La ricerca di Katz» di John Berger, il narratore descrive il paesaggio alpino con una precisione quasi fotografica. Un lettore che visualizza mentre legge non solo comprende le parole, ma sente il freddo dell'aria di montagna, vede l'alternanza di luci e ombre sui versanti rocciosi, ripercorre il sentiero con i piedi della mente. Per questo genere di lettori, la lettura è un'esperienza multisensoriale e corporea.

Tuttavia, non tutti provano questa sensazione. Alcuni lettori seguono la trama, comprendono perfettamente i dettagli, ricordano le descrizioni con precisione, ma non vedono mai un'immagine mentale. La loro lettura è verbale e narrativa, non visuale.

L'afantasia e le variazioni della mente

Il termine afantasia, ancora poco noto nel pubblico italiano, descrive l'assenza della visualizzazione mentale volontaria. Una persona con afantasia non riesce a generare immagini mentali, non visualizza i visi delle persone che ama, non vede scenari ipotetici nella mente. Per chi ha l'afantasia, leggere un libro è un'esperienza completamente diversa da quella del lettore che visualizza.

Ma la realtà è più sfumata. Non esiste una linea netta tra chi visualizza perfettamente e chi non visualizza affatto. Piuttosto, si estende uno spettro continuo. Alcuni lettori vedono le scene con chiarezza cristallina, dettagliati e a colori. Altri le vedono appena, sfocate, come figure in controluce. Altri ancora non vedono niente, eppure ricordano ogni descrizione con precisione verbale.

«Il signore degli anelli» di Tolkien, con le sue descrizioni meticolose di paesaggi e architetture fantastiche, è stata la fonte di dibattito letterario proprio su questo tema. Chi visualizza mentre legge ha vissuto Rivendell come un luogo reale, con geometrie precise e colori naturali. Chi non visualizza ha tuttavia colto pienamente il valore narrativo, l'atmosfera, il significato simbolico della città elfica, senza disegnare alcuna immagine mentale.

Le cause neurologiche e le abitudini di lettura

La visualizzazione durante la lettura dipende da fattori neurologici complessi. Il tipo di cervello con cui nascersi, la struttura neurologica individuale, la predisposizione genetica giocano un ruolo. Non è una questione di impegno: non si può insegnare a una persona con afantasia a visualizzare forzando l'attenzione.

Le abitudini di lettura però contano. Chi ha letto moltissimi romanzi fin da bambino, per cui la visualizzazione è diventata un'abitudine consolidata, di solito mantiene questa capacità in età adulta. Al contrario, chi ha imparato a leggere soprattutto testi informativi, articoli, saggi può avere sviluppato uno stile di lettura più puramente verbale e concettuale, senza dipendenza dalle immagini mentali.

Anche il genere letterario influenza. I romanzi di genere, i thriller, la fantasia spesso richiedono e stimolano la visualizzazione per far immergere il lettore nella storia. Il saggio filosofico o il memoir riflessivo possono essere letti e apprezzati pienamente senza alcuna immagine mentale, focalizzandosi sul ragionamento e sulle emozioni.

Quale lettura per chi

Non esiste una forma di lettura superiore. Il lettore che visualizza non è più intelligente, non ama più la letteratura, non possiede maggiore capacità di comprensione di chi non visualizza. Sono semplicemente due modi diversi di elaborare il testo.

Chi visualizza trarrà il massimo piacere da romanzi descrittivi, fantasy epici, narrativa che affida molto all'imagery. Chi non visualizza ma segue la trama e le emozioni con fedeltà troverà eguale soddisfazione nella letteratura dialogata, nei thriller psicologici, nei romanzi di introspezione mentale dove le immagini visive sono meno centrali.

Un consiglio pratico: se durante la lettura non vedete le scene descritte, non è un difetto. Continuate tranquillamente a leggere. Seguite le parole, le emozioni, la struttura narrativa. Un libro rimane una grande esperienza anche senza accompagnarlo con un film mentale. Se invece siete lettori che visualizzano, sapete che quella capacità è un regalo che il vostro cervello vi fa: sfruttate questa qualità quando scegliete i vostri prossimi titoli.