Un giovane ventiseienne ascolta la registrazione di una canzone dei Beatles mentre vive a Stoccarda, lontano dal Giappone: così inizia «Norwegian Wood», uno dei romanzi più accessibili di Haruki Murakami. È una scena familiare, quasi domestica, che introduce un libro radicalmente diverso dagli altri lavori dell'autore giapponese. Quando si decide di affrontare Murakami per la prima volta, ci si trova di fronte a una scelta importante, perché i suoi romanzi non costituiscono una serie obbligata: ognuno è indipendente, ma l'esperienza di lettura cambia molto a seconda del punto di partenza.

«Norwegian Wood»: il punto di partenza più diretto

«Norwegian Wood» rimane il romanzo ideale per chi vuole scoprire Murakami senza affrontare subito le complessità della sua narrativa surreale. Pubblicato nel 1987, è un racconto di formazione che unisce la letteratura alla memoria personale. La trama ruota attorno ai ricordi d'amore e perdita di un protagonista trentottenne che ripensa ai propri vent'anni, quando frequentava l'università e si innamorava in una Tokio rainy e malincon. Non è la Tokio magica dei romanzi successivi di Murakami: è una città reale, umida, dove avvengono cose ordinarie e atroci al tempo stesso.

Il vantaggio di iniziare da qui è la linearità della narrazione. Non ci sono mondi paralleli, creature impossibili, cunicoli dimensionali. Ci sono soltanto persone, desideri, il passare del tempo. Per chi teme le lunghe digressioni metafisiche, per chi preferisce una prosa sobria e una struttura narrativa riconoscibile, questo romanzo funziona come una porta ben segnalata. Inoltre, è il romanzo più breve tra i capolavori di Murakami, il che lo rende ideale se si ha poco tempo.

«Kafka sulla spiaggia»: l'ingresso nel mondo fantastico

Se invece si vuole assaggiare il vero Murakami, quello che crea universi paralleli e situazioni impossibili rese plausibili, conviene passare a «Kafka sulla spiaggia». Pubblicato nel 2002, è un romanzo che alterna le vicende di Kafka Tamura, un quindicenne fuggito da casa, alle avventure di Nakata, un anziano uomo che parla con i gatti e possiede poteri straordinari. I due narratori non si incontrano fino alla fine, eppure le loro storie sono legate da un mistero che riguarda una tempesta magica accaduta decenni prima.

Questo è il Murakami che rompe le regole della realtà mantenendola credibile. Un ragazzino può incontrare una donna che scompare dal tempo, oppure dormire dentro un mausoleo. Un vecchio può davvero parlare con i gatti. Il romanzo è più lungo di «Norwegian Wood» e la struttura è più complessa, ma proprio per questo offre un'immersione più profonda nello stile dell'autore. Se «Norwegian Wood» è il Murakami introspettivo, «Kafka sulla spiaggia» è il Murakami narratore di mondi. È il punto di passaggio naturale dopo il primo romanzo, ma anche un titolo autonomo e soddisfacente.

Come scegliere e in quale ordine procedere

La scelta dipende dal profilo del lettore. Chi ama le storie d'amore realistiche, la prosa pulita e un ritmo veloce cominci da «Norwegian Wood». Chi è curioso dei mondi weird e magici, chi ha letto «Il Signore degli Anelli» o apprezza la fantasia letteraria, vada verso «Kafka sulla spiaggia». Chi invece è già lettore esperto e non teme le strutture tortuose può affrontare direttamente «1Q84», il capolavoro in tre volumi dove la realtà si divide in due mondi gemelli con due lune nel cielo: ma questa è una scelta per lettori consapevoli, non per principianti.

Un ordine ragionevole per chi vuole esplorare l'opera di Murakami è: iniziare con «Norwegian Wood» per capire la sua prosa e il suo stile narrativo; proseguire con «Kafka sulla spiaggia» per scoprire come la realtà si dilata nei suoi universi; poi, se si è conquistati, affrontare i romanzi più complessi come «1Q84» o «Uccelli neri». Anche «Hardboiled Wonderland e la fine del mondo» è una valida porta d'ingresso, poiché è breve e combina sapientemente il realistico con l'impossibile, proprio come in «Il nome della rosa» Eco coniuga il mistero medievale con la narrazione moderna.

L'elemento fondamentale è non farsi intimorire dalla fama di Murakami come autore complesso. I suoi romanzi sono bizzarri, sì, ma sono anche costruiti con precisione e generosità nei confronti del lettore. Ogni titolo che si sceglie come punto di partenza funziona come un primo passo: non c'è un romanzo obbligatorio, ma ce n'è uno che accompagna meglio ogni singolo lettore verso la scoperta della sua opera.