Jurij Živago attraversa i viali di Mosca mentre il primo decennio del Novecento ancora respira l aria della Russia imperiale. Medico, poeta, uomo diviso tra la scienza e l arte, il protagonista di «Il dottor Živago» incarnerà nel corso del romanzo il conflitto tra due mondi: quello che tramonta, ricco di contraddizioni ma vibrante di cultura, e quello che sorge, totalitario e disumano. Boris Pasternak costruisce intorno a questa figura centrale un'opera monumentale pubblicata per la prima volta in traduzione italiana nel 1957, lo stesso anno in cui il manoscritto vide la luce all estero, lontano dagli occhi della censura sovietica. È il capolavoro di uno scrittore che sapeva bene cosa significava vivere durante la dissoluzione di un ordine e l instaurazione di un nuovo terrore.

Il declino di una civiltà

Il romanzo non è semplicemente una storia d amore, benché l amore coniugale e l amore per Lara Antipova costituiscano il tessuto emotivo della narrazione. È piuttosto una elegia per la Russia che scompare, quella Russia dei grandi proprietari terrieri, dei salotti letterari, delle discussioni filosofiche notturne, della medicina umana praticata come atto di dedizione. Pasternak dipinge con precisione quasi clinica i decenni che vanno dalla guerra russo-giapponese alla Grande guerra fino ai tumultuosi anni della rivoluzione. Ogni evento storico, ogni terremoto politico, penetra la vita privata del dottor Živago e lo trasforma. Come accade in «Guerra e pace» di Tolstoj, dove gli individui si ritrovano travolti dagli eventi collettivi, anche qui gli uomini e le donne del romanzo non sono semplici testimoni passivi. Essi stessi sono la storia che si compie: si dissolvono, si cercano, si perdono man mano che i fondamenti della loro società si sgretolano.

Bellezza e terrore nel nuovo ordine

Ciò che rende il romanzo straordinario è il contrasto fra la bellezza dell espressione letteraria e poetica di Pasternak e il tema della devastazione. Živago è poeta quanto medico, e le sue poesie disseminate nel testo fungono da commento interiore ai fatti esteriori. La prosa di Pasternak cattura la ricchezza della percezione sensoriale: il freddo russo diventa metafora della morte del vecchio mondo, i paesaggi invernali rispecchiano lo svuotamento spirituale dell epoca staliniana. Non diversamente da quanto accade in «Delitto e castigo» di Dostoevskij, dove la sofferenza individuale assume dimensione metafisica, anche qui il tormento del protagonista è la domanda sulla natura stessa della Russia, su cosa essa sia stata e su cosa diventerà. Pero mentre Dostoevskij pone la domanda nel contesto della morale personale, Pasternak la pone nel contesto della catastrofe storica e della perdita irrevocabile.

Come approcciare il romanzo

«Il dottor Živago» è un libro impegnativo, non una lettura veloce. La struttura è complessa, il numero di personaggi considerevole, gli scenari mutevoli. È consigliato leggerlo con la mente aperta verso la prosa lirica, giacché Pasternak non costruisce il racconto secondo la modalità realista pura, bensì attraverso il filtro della sensibilità poetica e della memoria. Chi desideri iniziare dall opera di Pasternak dovrebbe affrontare il romanzo principale piuttosto che i racconti minori: è qui che si concentra la sua visione più completa e più ampia della Russia in crisi. Diversi lettori scelgono di leggerlo durante l inverno, per sintonizzarsi meglio con l atmosfera di gelo e isolamento che permea le pagine. L edizione in italiano è fedele all originale russo, e le note storiche risultano preziose per chi non conosca approfonditamente il contesto della Russia del Novecento. È un libro per lettori che amino la profondità, che cerchino di comprendere come la storia collettiva plasma le vite individuali, e che apprezzino la bellezza del linguaggio come strumento di resistenza intellettuale contro la brutality della storia.

«Il dottor Živago» rimane un monumento letterario perché affronta una verità universale: la scomparsa non è solamente fisica, è anche spirituale e culturale. Pasternak ha scritto il requiem di un intero mondo, di una civiltà che aveva raggiunto forme sofisticate di bellezza e che la storia, nel suo corso ciecamente violento, ha inghiottito. Per chi legga questo romanzo oggi, distante dalla Russia del Novecento, emerge ancora intatta la domanda che Pasternak pone implicitamente: quale prezzo si paga quando una società sceglie di sacrificare l anima collettiva per una promessa utopica.