Cecilia Sala vince il Premio Caccuri con I figli dell'odio, pubblicato da Mondadori. La proclamazione è avvenuta lunedì 10 agosto nella quindicesima edizione del riconoscimento, che assegna la Torre d'Argento realizzata dal maestro orafo Michele Affidato.

Il premio è dedicato alla migliore saggistica contemporanea, e il libro premiato appartiene a un genere preciso: il reportage.

Cosa contiene il libro

È un reportage sul campo che si muove fra Israele, Palestina e Iran.

Al centro ci sono le storie di giovani segnati dalla guerra, dall'odio e dalla repressione, raccolte direttamente nei luoghi in cui vivono. Accanto alle vicende individuali il libro ricostruisce le trasformazioni politiche e sociali di quell'area.

Il titolo indica la prospettiva scelta: non l'analisi geopolitica dall'alto, ma le conseguenze su chi è cresciuto dentro quei conflitti senza averli scelti.

Cos'è il reportage

Vale la pena chiarire di che genere si parla, perché la parola viene usata in modi diversi.

Il reportage è un racconto costruito su osservazione diretta. Chi lo scrive va nei luoghi, incontra le persone, registra quello che vede, e poi organizza quel materiale in una forma narrativa.

Si distingue dal saggio, che argomenta una tesi a partire da fonti, e dalla cronaca, che riporta fatti nel momento in cui accadono. Il reportage sta nel mezzo: ha la concretezza della cronaca e la struttura del racconto.

È un genere che in Italia ha una tradizione meno consolidata che in altri paesi, e che negli ultimi anni ha ripreso spazio anche grazie a premi che lo riconoscono come saggistica.

Gli altri finalisti

Tre autori sono arrivati secondi ex aequo, e i loro libri danno la misura della varietà della cinquina.

Luca Sommi con Solo amore. Appunti per un manifesto in difesa degli animali, che si muove sul terreno della riflessione etica.

Pietro Grasso con U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra, ricostruzione di una vicenda giudiziaria da parte di chi vi ha partecipato direttamente.

Tommaso Cerno con Le ragioni di Giuda.

Sono tre libri che appartengono a filoni diversi della saggistica: la riflessione morale, la memoria istituzionale, il pamphlet. Metterli in competizione con un reportage internazionale dice qualcosa sulla larghezza con cui il premio interpreta la propria categoria.

Il premio per la narrativa

Il Caccuri assegna anche un riconoscimento per la narrativa, che quest'anno è andato ad Anna Mallamo con Col buio me la vedo io.

La convivenza fra le due sezioni è una caratteristica di diversi premi italiani, e ha una funzione pratica: consente di segnalare al pubblico titoli che appartengono a mondi editoriali distinti e che difficilmente si incontrerebbero sullo stesso tavolo di libreria.

Perché contano i premi di saggistica

Nel dibattito pubblico i premi letterari vengono associati quasi automaticamente al romanzo. La saggistica occupa uno spazio molto minore, e questo ha conseguenze concrete.

Un romanzo premiato ottiene recensioni, ospitate televisive, presenza nelle vetrine. Un saggio premiato, in Italia, raramente riceve la stessa attenzione, anche quando affronta questioni al centro dell'attualità.

Vale quanto osservato sul Nobel per la letteratura, premio che pure riconosce la saggistica ma che il pubblico associa al romanzo. Eppure la saggistica è una parte importante di quello che si legge: nei dati sulle abitudini di lettura, i libri di scienze sociali, filosofia e politica sono fra i generi più scelti dopo la narrativa.

Premi che riconoscono esplicitamente il reportage e il saggio contribuiscono a colmare questo squilibrio, e vale la pena guardarli anche quando il titolo premiato non rientra nei propri interessi immediati.

Come si legge un reportage

Per chi non frequenta il genere, alcune indicazioni pratiche.

Un reportage non si legge come un saggio: non c'è una tesi da seguire fino alla dimostrazione. Si procede per accumulo di situazioni, e il significato emerge dal loro insieme.

Conviene tenere presente che chi scrive ha scelto cosa raccontare. Un buon reportage lo dichiara, chiarendo dove è stato, chi ha incontrato, cosa non ha potuto vedere.

E vale la pena leggerlo sapendo che parla di un momento preciso. I reportage invecchiano, e questo non li rende meno utili: diventano documenti di come una situazione appariva a chi la osservava allora.

Cosa sono i premi di categoria

Il panorama italiano dei premi letterari è più articolato di quanto il dibattito pubblico lasci intendere.

Accanto ai riconoscimenti generalisti, che premiano la narrativa e occupano quasi tutta l'attenzione mediatica, esiste una rete di premi specializzati: saggistica, poesia, letteratura per ragazzi, traduzione, opera prima.

Hanno visibilità minore ma svolgono una funzione precisa: segnalano titoli che il mercato non spinge e che difficilmente arriverebbero all'attenzione del lettore comune.

Per chi cerca libri fuori dai circuiti principali, seguire questi premi è uno dei metodi più efficaci. Le cinquine finaliste, in particolare, contengono spesso titoli più interessanti del vincitore.

Il contesto

Un libro che raccoglie testimonianze da Israele, Palestina e Iran arriva in un momento in cui quelle aree sono al centro dell'attenzione internazionale.

La scelta di premiarlo come migliore saggistica contemporanea segnala una direzione: riconoscere valore al lavoro di chi va a vedere di persona, in un'epoca in cui la maggior parte delle informazioni circola senza che nessuno si sia mosso.

Chi assegna il Caccuri

Il premio si svolge in Calabria e ha raggiunto quest'anno la quindicesima edizione.

Fa parte di quella rete di riconoscimenti che si tengono in centri minori e che negli anni hanno costruito un proprio profilo, attirando autori e case editrici nazionali in luoghi lontani dai circuiti editoriali principali.

Il riconoscimento consegnato è la Torre d'Argento, opera del maestro orafo Michele Affidato, ed è un elemento che caratterizza il premio nella sua identità territoriale.