Almanacco del 27 agosto: muore Cesare Pavese, esplode il Krakatoa
A Torino, in una stanza d'albergo, finisce la vita dello scrittore che aveva vinto lo Strega tre mesi prima

La mattina del 27 agosto 1950 Cesare Pavese viene trovato morto in una stanza dell'albergo Roma, a Torino, a due passi dalla stazione di Porta Nuova. Aveva quarantun anni e aveva vinto il premio Strega tre mesi prima. Sessantasette anni prima, nella stessa data, il Krakatoa produceva quattro esplosioni di cui l'ultima fu udita a migliaia di chilometri di distanza, e nel 1955 usciva a Londra un volume di centonovantotto pagine pensato per essere regalato nei pub, che sarebbe diventato il libro protetto da copyright più venduto della storia.
Nati oggi
Georg Wilhelm Friedrich Hegel nasce a Stoccarda il 27 agosto 1770. Consegnò la Fenomenologia dello spirito all'editore mentre le truppe di Napoleone entravano a Jena, dove insegnava. Molti dei suoi testi più letti, dalle lezioni di estetica a quelle di filosofia della storia, sono ricostruzioni postume messe insieme dagli allievi sui propri appunti di corso: è la ragione per cui di Hegel circolano formule celebri che lui non ha mai mandato in stampa.
Lo stesso giorno del 1871 nasce a Terre Haute, in Indiana, Theodore Dreiser, dodicesimo figlio di un tessitore emigrato dalla Germania. Il suo primo romanzo, Sister Carrie, fu accettato e poi di fatto affossato dall'editore, che ne stampò poche copie e non le distribuì.
- Theodore Dreiser (1871) — romanziere americano, autore di Una tragedia americana.
- Cecil Scott Forester (1899) — scrittore inglese, autore di La regina d'Africa.
- Lyndon B. Johnson (1908) — trentaseiesimo presidente degli Stati Uniti.
- Alberto Lattuada (1914) — regista italiano.
- Barbara Bach (1947) — attrice americana.
- Aaron Paul (1979) — attore americano, noto per Breaking Bad.
Morti oggi
Cesare Pavese muore a Torino il 27 agosto 1950. Aveva tradotto per primo in Italia Moby Dick di Herman Melville, aveva fondato con Giulio Einaudi una parte del catalogo della casa editrice e aveva pubblicato pochi mesi prima La luna e i falò. Sul comodino lasciò un libro con una riga scritta a mano su una pagina, in cui chiedeva di non fare pettegolezzi. Il Mestiere di vivere, il diario che teneva dal 1935, uscì postumo due anni dopo e cambiò il modo in cui i lettori italiani lo hanno letto da allora in poi.
- Tiziano Vecellio (1576) — pittore veneziano, morto a Venezia durante la peste.
- William Edward Burghardt Du Bois (1963) — sociologo americano, autore di Le anime del popolo nero.
- Le Corbusier (1965) — architetto svizzero naturalizzato francese.
- Brian Epstein (1967) — manager dei Beatles.
- Louis Mountbatten (1979) — ammiraglio britannico, ucciso da una bomba dell'IRA.
- Stevie Ray Vaughan (1990) — chitarrista americano.
Pubblicato oggi
Il 27 agosto 1955 esce in Gran Bretagna la prima edizione del Guinness Book of Records, curata dai gemelli Norris e Ross McWhirter, che a Londra dirigevano un'agenzia di ricerca di dati. L'idea era venuta a Hugh Beaver, amministratore della birreria Guinness: dopo una discussione irrisolta su quale fosse l'uccello da caccia più veloce d'Europa aveva constatato che nessun libro di consultazione dava la risposta.
Le prime mille copie furono distribuite gratis nei pub, con la copertina resa impermeabile contro la birra rovesciata. Sparirono dai tavoli in poche settimane, l'editore capì di avere un prodotto commerciale e ne fece stampare altre cinquantamila da vendere. A Natale del 1955 era in testa alle classifiche britanniche.
Accadde oggi
Il 27 agosto 1883 il Krakatoa, nello stretto della Sonda fra Giava e Sumatra, produce quattro esplosioni: alle 5:30, alle 6:42, alle 8:20 e alle 10:02 ora locale. L'ultima fa collassare gran parte dell'isola. Le vittime, quasi tutte causate dagli tsunami, furono circa trentaseimila, e le ceneri immesse nell'atmosfera abbassarono la temperatura media del pianeta per anni, producendo tramonti anomali osservati in tutta Europa. La Royal Society di Londra raccolse le osservazioni arrivate da mezzo mondo in un volume pubblicato nel 1888: uno dei primi casi di indagine su scala planetaria di un singolo fenomeno naturale.
- 1859 — a Titusville, in Pennsylvania, entra in funzione il primo pozzo petrolifero redditizio del mondo.
- 1896 — scoppia la guerra anglo-zanzibariana, il conflitto più breve della storia: trentotto minuti.
- 1928 — a Parigi viene firmato il patto Kellogg-Briand, che dichiara illegale la guerra.
- 1939 — vola per la prima volta lo Heinkel He 178, primo aereo a reazione della storia.
- 1962 — parte la sonda Mariner 2, che sarà la prima a raggiungere un altro pianeta.
- 2003 — Marte passa alla distanza minima dalla Terra degli ultimi sessantamila anni.
Il santo del giorno
Il calendario ricorda santa Monica, morta a Ostia nel 387 mentre aspettava l'imbarco per l'Africa. Non ha lasciato scritti, ma è uno dei personaggi meglio raccontati della letteratura tardoantica: suo figlio Agostino le dedica gran parte del nono libro delle Confessioni, compresa la conversazione affacciati a una finestra pochi giorni prima della morte, e ne riporta le parole in discorso diretto. La festa cade il giorno prima di quella del figlio, secondo un ordine che il calendario ha ricavato proprio dal libro.
Il libro del giorno
Cesare Pavese, La luna e i falò
Uscì nell'aprile del 1950, quattro mesi prima della morte dell'autore, ed è il libro in cui Pavese mette insieme tutto quello a cui aveva lavorato per vent'anni: un uomo tornato nelle Langhe dall'America cerca il paese in cui è cresciuto e trova che le colline sono rimaste e le persone no. Non è un romanzo di trama, è un libro di ritorni e di corrispondenze, dove ogni cosa vista adesso richiama una cosa vista prima. Le stesse colline, negli stessi anni, le stava scrivendo un altro autore piemontese con un metodo opposto: la storia è in Beppe Fenoglio ha scritto in inglese e poi si è tradotto da solo in italiano.
La frase del giorno
Da La luna e i falò (1950) di Cesare Pavese, morto in questa data: un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.
La frase apre il primo capitolo. Il narratore la dice spiegando perché è tornato: non per restare, ma perché senza un posto a cui appartenere non ha senso nemmeno partire.