Almanacco

Almanacco del 2 settembre: nasce Verga, muore Tolkien, brucia Londra

La data che l'atto di nascita assegna a Giovanni Verga, e il giorno in cui nel 1973 se ne va l'autore del Signore degli Anelli

Registro anagrafico ottocentesco aperto accanto a una penna e a un libro

Il due settembre è la data che l'atto di nascita assegna a Giovanni Verga, registrato a Catania nel 1840. Nello stesso giorno, nel 1894, nasce a Brody Joseph Roth, e nel 1973 muore a Bournemouth John Ronald Reuel Tolkien. Tre scrittori che hanno raccontato altrettanti mondi finiti: un villaggio di pescatori siciliani, l'impero austro-ungarico, una mitologia inventata da zero e lasciata incompiuta. Più indietro, il 2 settembre 1666 comincia l'incendio che distrugge Londra, e nel 1945, sulla corazzata Missouri, il Giappone firma la resa che chiude la seconda guerra mondiale.

Nati oggi

Giovanni Carmelo Verga risulta nato a Catania il 2 settembre 1840, secondo l'atto redatto dal padre e conservato allo stato civile. La data è discussa: alcuni studiosi ritengono che sia quella della registrazione e che la nascita sia avvenuta qualche giorno prima, a fine agosto, e forse non in città ma nelle campagne di Vizzini, dove la famiglia aveva le proprietà. Il battesimo è dell'8 settembre. Verga cominciò con romanzi storici e passionali; con la novella Rosso Malpelo (1878) si apre la fase verista, anticipata da Nedda. I Malavoglia escono nel 1881 presso Treves e vendono così male da costringerlo a rivedere i propri piani; Mastro-don Gesualdo è del 1889. Il terzo romanzo del ciclo dei vinti, La duchessa di Leyra, si ferma al primo capitolo. Morì a Catania nel 1922.

Joseph Roth nasce a Brody, in Galizia, ai margini orientali dell'impero austro-ungarico, il 2 settembre 1894. Giornalista prima che romanziere, e giornalista rimasto anche dopo il successo dei romanzi, lasciò Berlino nel 1933 e morì a Parigi nel 1939, in povertà. La marcia di Radetzky (1932) segue tre generazioni di una famiglia legata alla monarchia asburgica fino alla sua dissoluzione; La cripta dei cappuccini (1938) ne è il seguito.

  • Paul Bourget (1852) — romanziere e critico francese.
  • Marc Augé (1935) — antropologo francese, autore della nozione di nonluogo.
  • Pippo Franco (1940) — attore e comico italiano.
  • Jimmy Connors (1952) — tennista statunitense, numero uno del mondo per cinque anni.
  • Keanu Reeves (1964) — attore canadese.
  • Salma Hayek (1966) — attrice messicana.

Morti oggi

John Ronald Reuel Tolkien muore a Bournemouth il 2 settembre 1973, a ottantun anni, poco meno di due anni dopo la moglie Edith. Filologo di professione, docente a Leeds e poi a Oxford, si occupava di inglese antico e medio e aveva costruito le proprie lingue inventate prima ancora delle storie che le contengono. Pubblicò Lo Hobbit nel 1937 e Il Signore degli Anelli in tre volumi fra il 1954 e il 1955, contro il parere di chi riteneva il progetto invendibile. Il Silmarillion, cominciato nel 1917 e mai concluso, fu completato dal figlio Christopher e pubblicato nel 1977. Sulla tomba comune, nel cimitero di Wolvercote a Oxford, sotto i due nomi sono incisi quelli di Beren e Lúthien.

  • Pietro Giordani (1848) — scrittore e latinista piacentino, amico e primo lettore di Leopardi.
  • Henri Rousseau (1910) — pittore francese detto il Doganiere, autore de Il sogno.
  • Pierre de Coubertin (1937) — fondatore del Comitato olimpico internazionale.
  • Frederik Pohl (2013) — scrittore e curatore statunitense di fantascienza.

Accadde oggi

Il 2 settembre 1666 scoppia a Londra un incendio nella bottega di un fornaio in Pudding Lane, vicino al London Bridge. Brucia per tre giorni e distrugge circa diecimila edifici, compresa la vecchia cattedrale di San Paolo, con un numero di vittime accertate stranamente basso. Quello che sappiamo di quei giorni ora per ora viene in gran parte da una fonte privata: il diario che Samuel Pepys, funzionario dell'ammiragliato, teneva in una scrittura stenografica e che non era destinato alla pubblicazione. Vi si legge che seppellì in giardino il vino e una forma di parmigiano per salvarli dalle fiamme. Il diario fu decifrato e stampato per la prima volta nell'Ottocento, ed è la principale testimonianza diretta non solo dell'incendio ma anche della peste dell'anno precedente.

  • 31 a.C. — ad Azio la flotta di Ottaviano sconfigge quella di Marco Antonio e Cleopatra.
  • 1752 — il Regno Unito adotta il calendario gregoriano, quasi due secoli dopo l'Europa cattolica.
  • 1944 — Anna Frank e la sua famiglia vengono caricate sul treno diretto ad Auschwitz.
  • 1945 — a bordo della corazzata Missouri il Giappone firma l'atto di resa: finisce la seconda guerra mondiale.
  • 1973 — a Barcellona Felice Gimondi diventa campione del mondo di ciclismo su strada.

Il santo del giorno

Oggi si ricorda sant'Elpidio abate, la cui vicenda è confusa: secondo una tradizione fu un eremita originario della Cappadocia passato poi in Italia, e il suo culto si concentra nel Piceno, dove una città porta il suo nome, Sant'Elpidio a Mare. Le fonti antiche lo confondono con almeno un altro personaggio omonimo e le date sono incerte. Festeggiano oggi chi porta i nomi Elpidio ed Elpidia, che vengono dal greco elpis, speranza, e sono diffusi soprattutto nelle Marche.

Il libro del giorno

Giovanni Verga, I Malavoglia

Uscito da Treves nel 1881, racconta di una famiglia di pescatori di Aci Trezza che si indebita per un carico di lupini e da lì comincia a perdere tutto. La novità non è la storia ma la lingua: Verga toglie il narratore colto e fa raccontare il paese al paese, con i suoi proverbi e le sue malignità, in un italiano costruito sul dialetto senza usare il dialetto. Il libro fu un fiasco commerciale, cosa che accomuna molti romanzi siciliani destinati a restare, a cominciare da Il Gattopardo, rifiutato dai maggiori editori italiani.

La frase del giorno

Nei Malavoglia (1881) padron 'Ntoni ripete che per menare il remo bisogna che le cinque dita si aiutino l'una con l'altra. È il proverbio su cui poggia tutto il romanzo e insieme la sua condanna: la famiglia regge finché resta unita, e il libro racconta il modo in cui si sfalda, uno dopo l'altro.

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