«La versione delle margherite» in libreria dal 1° settembre per Feltrinelli chiude la serie degli Insospettabili di Sarah Savioli: cinque volumi in sei anni.

Al centro c'è un'investigatrice che interroga le piante, e a scriverla è una che ha fatto il perito tecnico scientifico forense per più di dieci anni.

Chi è l'autrice

Nata in Sardegna nel 1974. Laurea in Scienze naturali, master in Scienze forensi e in Chimica analitica.

Per più di dieci anni ha lavorato come perito tecnico scientifico forense: il mestiere di chi analizza le prove materiali, quello che nei polizieschi televisivi viene mostrato con luci blu e macchinari.

Alla scrittura è arrivata tardi. Ha esordito il 2 luglio 2020 con Gli insospettabili, a quarantasei anni.

Il paradosso del metodo

Qui sta la cosa che rende questa autrice diversa da chiunque altro nel giallo italiano.

Una persona formata sulle prove materiali — impronte, tracce, analisi chimiche — costruisce una serie investigativa in cui le informazioni decisive arrivano da fonti che nessun tribunale accetterebbe.

Anna Melissari, la protagonista, dopo un piccolo ematoma cerebrale parla con piante e animali e ne capisce le risposte. Sono loro i suoi informatori.

Non è una metafora né un espediente occasionale: è il motore investigativo dell'intero ciclo. Chi rifiuta l'elemento fantastico non entra in questi libri, e va detto subito.

La competenza forense resta però nella struttura: le indagini stanno in piedi, i ragionamenti reggono. È il canale delle informazioni a essere insolito, non la loro logica.

Cosa succede nell'ultimo volume

Gaetano Rosi è uno spacciatore violento appena uscito di prigione. Si rivolge all'Agenzia Cantoni per scoprire chi abbia ucciso suo fratello Enrico, che dai guai si era sempre tenuto alla larga.

La domanda è secca: errore di persona, o qualcuno ha voluto colpire Gaetano infierendo su un innocente?

Mentre indaga, dal passato di Anna riemerge una donna sconosciuta che sembra sapere di lei cose impossibili.

Sono due linee che corrono insieme, e Feltrinelli presenta il libro come quello in cui ogni pezzo trova finalmente il suo posto.

Che cos'è un giallo gentile

L'editore colloca la serie nel comfy mystery all'italiana, che si potrebbe tradurre come giallo gentile.

La definizione indica un'evoluzione morbida del giallo classico: si tiene la struttura dell'enigma e si tolgono la violenza esplicita e la tensione ansiogena.

C'è un delitto, c'è un'indagine, c'è una soluzione. Non ci sono le scene che rendono certi noir difficili da leggere la sera.

È un filone in crescita, e non per caso: intercetta un pubblico che vuole il piacere dell'enigma senza il disagio.

Il paragone con Pennac

Un recensore ha accostato la serie al ciclo di Malaussène di Daniel Pennac, con Anna nel ruolo della madre invece che del fratello maggiore.

È un accostamento che coglie qualcosa di preciso: in entrambi i casi l'indagine convive con una famiglia allargata, disordinata e presente, e il tono comico non toglie serietà ai fatti.

La differenza è che Malaussène subisce gli eventi mentre Anna li affronta, e che nel ciclo di Savioli c'è un elemento sovrannaturale che in Pennac non esiste.

Come è cambiata la protagonista

L'autrice ha descritto l'evoluzione di Anna in termini che vanno oltre la formula seriale.

«Anna è una donna che si interroga, che viene a contatto con il buio dell'animo umano e scopre quanto sia sottile la linea che definisce il giusto e lo sbagliato», ha detto in un'intervista a Feltrinelli. E ogni caso, aggiunge, le lascia segni permanenti.

È una scelta che distingue le serie dove il protagonista torna identico a ogni volume da quelle dove accumula esperienza e danni.

Il metodo di costruzione

Savioli ha spiegato come lavora, e la spiegazione tradisce la formazione scientifica.

Una volta che i personaggi hanno una coerenza strutturale, dice, si muovono ed evolvono grazie a essa. E aggiunge: «siamo sistemi di relazioni complesse: se si muove anche solo di un soffio un elemento, tutto il sistema si modifica».

È il linguaggio di chi ha studiato scienze naturali applicato alla costruzione narrativa. Non scrive una trama e poi ci mette dentro dei personaggi: costruisce un sistema e osserva cosa produce.

Gli altri libri

La serie in ordine: Gli insospettabili del 2020, Il testimone chiave del 2021, La banda dei colpevoli del 2022, I selvatici del 2023, e ora La versione delle margherite.

Savioli scrive anche per ragazzi, sempre per Feltrinelli: Tutto cambia! con le illustrazioni di Kalina Muhova, il giallo Delitto alla Tesla Academy, e l'albo Che botta! illustrato da Jessica Antonini.

Su Tutto cambia! ha raccontato una cosa che vale la pena riportare: l'ha scritto in una sola notte, ma c'erano voluti quarantasei anni per averlo in testa.

Si può cominciare da qui

Tecnicamente sì: il libro si legge da solo.

Ma essendo quello che chiude i conti della serie, rende molto di più a chi ha letto i precedenti. Un finale funziona in proporzione a quanto si conoscono i personaggi che lo attraversano.

Chi vuole partire dall'inizio ha davanti quattro libri prima di questo, tutti reperibili.

Perché esce adesso

La chiusura di una serie è il momento in cui i lettori tornano a cercare anche i volumi precedenti, ed è una dinamica che gli editori conoscono bene.

Feltrinelli ha scoperto Savioli nel 2020 e l'ha portata sia sui Narratori sia sulla narrativa per ragazzi. E sta spingendo in modo esplicito il filone del comfy mystery, di cui questa serie e i romanzi di Benjamin Stevenson sono le due punte, italiana e straniera.

Chiudere un ciclo con un quinto volume, invece di tirarlo avanti finché vende, è una scelta che non tutti gli editori fanno. E che di solito produce serie più solide.