«Sotto processo» di Erri De Luca in libreria dal 15 settembre per Feltrinelli raccoglie in centoquarantaquattro pagine un racconto inedito e la riedizione de La parola contraria, con la dichiarazione spontanea resa al giudice nel 2015.
Nel racconto un vecchio scrittore viene portato davanti a un tribunale clandestino composto da giovani sotto i trent'anni. E nello stesso volume c'è il verbale del processo che l'autore ha subito davvero.
Due processi allo specchio
Il primo è inventato. Un vecchio scrittore viene portato davanti a un tribunale clandestino composto da giovani sotto i trent'anni.
L'accusa riguarda lui e la sua generazione: ostacolare il rinnovamento, occupare abusivamente il presente. Sotto processo, in realtà, sono l'idea stessa di trasmissione, di autorità, di permanenza.
L'imputato accetta il dibattimento, viene ammanettato e interrogato. Rischia la pena capitale. Ma anziché difendersi rilancia, e l'interrogatorio diventa un corpo a corpo fra chi ha vissuto a lungo e chi teme di non avere abbastanza tempo davanti.
Il secondo processo è successo davvero.
Il processo del 2015
De Luca era stato imputato per istigazione al sabotaggio, dopo aver dichiarato all'Huffington Post che la Tav andava sabotata, in solidarietà con il movimento No Tav della Val di Susa.
Rifiutò il rito abbreviato. La ragione che diede è la chiave di tutta la vicenda: un processo alla parola andava celebrato in pubblica udienza.
Le frasi di allora sono rimaste: «Se la mia opinione è un reato, continuerò a commetterlo». E l'auspicio che gli intellettuali tornassero a sporcarsi con le cose.
La parola contraria, uscito nel 2015 mentre il processo era in corso, raccoglieva quella posizione. Ora torna in catalogo dentro un libro nuovo.
Il rovesciamento delle parti
C'è un elemento che rende questo accostamento più interessante di un semplice richiamo autobiografico.
Nel 2015 De Luca era l'imputato che rappresentava la parola libera contro il potere. Oggi scrive dalla parte dell'imputato vecchio, accusato da chi è giovane.
Chi era dalla parte di chi contesta si ritrova dalla parte di chi viene contestato. È il passaggio che ogni generazione affronta, e De Luca lo mette in scena invece di subirlo in silenzio.
La frase scelta per il lancio
L'editore ha estratto dal libro una frase che dice molto sul tono dell'operazione.
«Non è una colpa vostra essere numericamente una piccola minoranza di una società invecchiata. È un dato di fatto che voi però subite come un torto.»
Non è una difesa e non è una concessione. È l'ammissione di un dato demografico — i giovani sono pochi in un paese vecchio — accompagnata dall'osservazione che quel dato viene vissuto come un'ingiustizia.
È il tipo di frase che non chiude una discussione ma la apre, ed è probabilmente il punto del libro.
Chi è Erri De Luca
Nato a Napoli nel 1950. Nel 1968 entrò in Lotta Continua, poi è stato operaio.
È tradotto in oltre trenta lingue, ed è alpinista: una biografia in cui la scrittura è arrivata dopo altre vite, non prima.
La bibliografia con Feltrinelli è lunghissima. Fra i titoli più noti: Il giorno prima della felicità, I pesci non chiudono gli occhi, Il torto del soldato, Storia di Irene, La Natura Esposta, Impossibile, A grandezza naturale.
Nel 2024 aveva già affrontato la vecchiaia con L'età sperimentale, scritto insieme a Ines de la Fressange.
Che tipo di libro è
Va detto perché il pubblico di De Luca è vario e non tutti cercano la stessa cosa.
Questo è il De Luca civile e pamphlettista, non il narratore. Un testo breve e frontale, argomentativo.
Chi cerca il romanziere di Il giorno prima della felicità trova qualcosa di più duro: non una storia in cui immergersi ma una posizione da accettare o contestare.
È una distinzione che vale la pena conoscere prima di comprare, perché la differenza fra i due registri è netta.
Perché adesso
Il libro esce a oltre dieci anni dal processo del 2015, e la scelta di rimettere in catalogo La parola contraria dentro un volume nuovo ha un significato editoriale esplicito.
Feltrinelli lo pubblica da decenni ed è la stessa casa che nel 2015 mandò in libreria quel testo mentre il dibattimento era in corso.
Riproporlo oggi, accanto a un processo immaginario sul conflitto generazionale, è un'operazione politica dichiarata: dice che quella vicenda non è chiusa e che riguarda ancora qualcosa.
I numeri
L'età sperimentale ha venduto cinquantamila copie. Altrettante ne aveva vendute La parola contraria nella prima edizione.
Sono cifre che per un testo civile breve sono considerevoli, e spiegano perché l'editore consideri sostenibile un volume di questo tipo in un mese affollato come settembre.
Non servono prerequisiti
Conoscere la vicenda giudiziaria del 2015 aiuta a cogliere il gioco di specchi, ma non è necessario: il volume la contiene per intero.
Chi non ne sapeva nulla la trova dentro il libro, nella forma più diretta possibile — le parole che l'autore disse a un giudice, in un'aula vera.
