«Sotto il cielo infernale», il nuovo Petra Delicado, è in libreria dal 27 ottobre per Sellerio: quindicesimo romanzo con l'ispettrice di Alicia Giménez-Bartlett.

Quando ha deciso che anche lei sarebbe diventata vedova, Alicia Giménez-Bartlett aveva perso il marito da pochi mesi. Lo ha annunciato nel dicembre 2024, a Più libri più liberi, in un'intervista all'Ansa.

Quello che ha raccontato

Nella stessa intervista ha spiegato la circostanza in cui aveva scritto il romanzo precedente.

Il marito era malato — «è morto di cancro in sei mesi», ha detto — e lei scriveva al suo capezzale. Era lui a chiederglielo: vai avanti, ti prego, siediti accanto a me e scrivi.

Ha finito quel libro dopo la sua morte. E per il successivo ha deciso che la stessa cosa sarebbe accaduta alla sua ispettrice.

È un dato pubblico, raccontato dall'autrice, e va maneggiato con il rispetto che merita. Ma è anche il caso raro in cui il lutto di chi scrive entra dichiaratamente nella biografia di un personaggio di finzione.

Come sarà la Petra vedova

L'autrice l'ha descritta così: «è una vedova, all'inizio abbastanza arrabbiata con il mondo e un po' più ribelle del solito».

Non è una precisazione da poco per chi conosce il personaggio. Petra Delicado è sempre stata ironica, insofferente alle gerarchie, poco incline all'autocommiserazione.

Aggiungere la rabbia del lutto a un carattere già spigoloso significa spingere in una direzione che la serie non aveva ancora percorso.

Il caso

Petra torna al lavoro per indagare sull'omicidio di un sacerdote, accoltellato davanti all'oratorio salesiano di un quartiere difficile nell'hinterland di Barcellona.

Fra l'omertà della comunità religiosa e la reticenza dei ragazzi del quartiere, l'inchiesta la porta fino a Pamplona.

È materia sociale, come spesso in questa serie: la periferia, la chiesa che tiene insieme quello che resta, i giovani che non parlano.

Quando i personaggi invecchiano

La serie è arrivata a un punto che poche saghe investigative raggiungono: il tempo dei personaggi pesa quanto le indagini.

Petra Delicado ha debuttato nel 1996 con Riti di morte. Sono trent'anni, quattordici romanzi prima di questo, e l'autrice non ha mai congelato il personaggio.

È una scelta che distingue due modi di fare serialità. Molti investigatori seriali restano identici per decenni, perché il lettore vuole ritrovarli uguali. Altri invecchiano, cambiano, subiscono perdite.

Il secondo modello è più rischioso e produce serie migliori, perché a un certo punto la vita del protagonista diventa più interessante dei casi che risolve.

Chi è l'autrice

Spagnola, nata ad Almansa nel 1951, vive a Barcellona dal 1975.

Ha creato Petra Delicado, ispettrice della Policia Nacional, ed è oggi una delle autrici di gialli più lette d'Europa: tradotta in quindici paesi, in classifica in almeno quattro — Francia, Germania, Stati Uniti e Italia.

Con l'Italia ha un rapporto particolare: parla italiano quasi perfettamente ed è di casa nelle fiere e nei festival.

Ha vinto il Premio Nadal nel 2011 con Donde nadie te encuentre e il Premio Femenino Lumen nel 1997.

La coppia investigativa

Petra lavora con il viceispettore Fermín Garzón, ed è una delle coppie più riuscite del giallo europeo.

Il congegno è semplice e funziona da trent'anni: lei è colta, sarcastica, impaziente; lui è più anziano, più lento, più bonario. Non c'è tensione romantica, c'è un'amicizia che si è costruita caso dopo caso.

Tutti i romanzi sono tradotti in italiano da Maria Nicola per Sellerio, il che dà alla serie una voce coerente in trent'anni di pubblicazioni.

La Petra italiana

Dal 2020 esiste un adattamento televisivo italiano, con Paola Cortellesi nel ruolo dell'ispettrice.

Chi arriva ai libri da lì troverà però un'ambientazione diversa: la fiction è spostata a Genova, mentre i romanzi restano a Barcellona.

Non è un dettaglio da poco. Il quartiere periferico di questo libro, l'oratorio, la comunità religiosa: sono elementi che appartengono a una città precisa e a una storia sociale che non si trasferisce facilmente.

Da dove cominciare

Formalmente il libro si legge da solo, ma qui più che altrove i precedenti pesano.

Il lutto della protagonista ha senso pieno solo per chi conosce il personaggio da cui è rimasta vedova, e chi arriva adesso registra un fatto senza sentirne il peso.

Per chi vuole entrare nella serie c'è una porta comoda: Autobiografia di Petra Delicado, del 2021, è il volume in cui il personaggio ricapitola la propria vita.

Il posto nel catalogo

Esce nella collana La memoria di Sellerio, ed è uno dei pilastri del catalogo giallo della casa palermitana insieme a Camilleri, Malvaldi e Recami.

Giménez-Bartlett partecipa da anni anche alle strenne collettive natalizie, che sono un marchio di fabbrica di quell'editore.

In Spagna il libro è uscito nel 2025 come Una buena pieza. Sul precedente, La donna che fugge, l'autrice ha raccontato al Messaggero che «in Spagna ha avuto più successo rispetto ai libri precedenti, i critici si sono sperticati in elogi». In Italia quel titolo arrivò secondo fra i più venduti nella settimana di uscita.