«Ritorno a Deià» in libreria dall'8 settembre per Einaudi arriva senza che nessuno sappia di cosa parli. Non è una svista dell'ufficio stampa: è una decisione dell'autore.
Il romanzo di Wu Ming 4 è annunciato da mesi sul blog Giap, e in tutto questo tempo l'unica cosa che si è saputa è che si svolge nello stesso continuum di Stella del Mattino e ne riprende un personaggio: il poeta e scrittore Robert Graves.
L'unica dichiarazione
Nel maggio 2026, su Giap, l'autore ha detto questo: «per avere un indizio si potrebbe rileggere proprio l'epilogo di Stella del Mattino. Per ora, meglio non svelare altro. Ci sarà tempo e modo di parlarne».
È tutto. Da allora nient'altro.
In un mercato dove la trama circola sei mesi prima dell'uscita, dove le anticipazioni sono la moneta con cui si costruisce l'attesa, un romanzo che arriva in libreria con una sinossi vuota è di per sé una notizia.
Chi è Robert Graves
Il personaggio ripreso non è un'invenzione: Graves è stato uno degli scrittori inglesi più singolari del Novecento.
Poeta, romanziere, autore di Io, Claudio e di studi sulla mitologia greca. Reduce della Grande Guerra, dove fu dato per morto.
Deià, il villaggio di Maiorca che dà il titolo al libro, è il luogo dove Graves visse per gran parte della vita e dove è sepolto. È un paese di pietra aggrappato alla Sierra de Tramuntana, e chi ci è stato capisce perché uno scrittore ci si sia ritirato.
Il sequel a diciotto anni di distanza
Stella del Mattino è del 2008. Metteva insieme, nell'Oxford del primo dopoguerra, Tolkien, T.E. Lawrence, C.S. Lewis e appunto Graves: quattro uomini reali, in un romanzo che immaginava i loro incontri.
Riprendere uno di quei personaggi diciotto anni dopo colloca il libro in una tradizione precisa, quella del sequel a lunghissima distanza.
È una forma rara perché richiede due cose insieme: che l'autore non abbia mai chiuso davvero con quel materiale, e che i lettori se lo ricordino.
Chi è Wu Ming 4
È uno dei membri del collettivo bolognese Wu Ming, nato come Luther Blissett negli anni Novanta.
Il collettivo ha una linea di condotta pubblica e coerente da un quarto di secolo: non partecipa a premi letterari, evita cerimonie e comparsate mediatiche, e gestisce il blog Giap come canale diretto verso i lettori al posto dell'ufficio stampa.
Sul blog dichiarano di non essere una testata giornalistica e di non avere «né vorremmo mai avere un'opinione su tutto», il che in un'epoca di scrittori che commentano ogni cosa è già una posizione.
Wu Ming 4 è anche uno dei maggiori studiosi italiani di Tolkien, con i saggi L'eroe imperfetto e Difendere la Terra di Mezzo.
La questione dei premi
Il collettivo arrivò in cinquina al Premio Strega nel 1999 con Q. Da allora ha smesso di partecipare, e ha spiegato perché.
La formula usata su Giap è netta: «competizione, gare, giurie, eliminazioni, gamification, tutto questo non fa per noi».
Il che non ha impedito riconoscimenti: La vera storia della Banda Hood, romanzo solista di Wu Ming 4 uscito per Bompiani nel 2024, ha vinto il Premio Salgari.
Cosa hanno scritto
Con il collettivo, per Einaudi: Q, 54, Manituana, L'Armata dei Sonnambuli, Proletkult, Ufo 78, e nel 2025 Mensaleri.
Come autore singolo, Wu Ming 4 ha pubblicato Stella del Mattino nel 2008 per Einaudi, Il Piccolo Regno per Bompiani nel 2016, La vera storia della Banda Hood nel 2024, e il memoriale Il calcio del figlio per Edizioni Alegre nel 2025.
Questo Ritorno a Deià segna quindi il rientro in Einaudi per il filone solista, dopo due libri usciti altrove.
Un metodo che funziona al contrario
C'è un elemento che vale la pena osservare, perché contraddice quello che si dice sull'editoria contemporanea.
Wu Ming pubblica gratuitamente i propri ebook, rifiuta i premi da venticinque anni, non fa promozione televisiva. E resta in catalogo Einaudi.
Significa che un pubblico costruito sulla fiducia — lettori che comprano perché conoscono chi scrive, non perché hanno visto una recensione — è un asset commerciale reale.
Il silenzio sulla trama funziona esattamente per questo motivo: chi segue Wu Ming compra il libro comunque. Per un autore senza quel rapporto sarebbe un suicidio commerciale.
La copertina
Un dettaglio che l'autore ha invece raccontato, sempre su Giap, riguarda l'immagine di copertina.
È dell'artista Luciano Cisi, che lavora ad acquerello su fondi in pasta acrilica, penne a inchiostro e collage di ritagli di giornale.
È significativo che, dovendo scegliere cosa rendere pubblico prima dell'uscita, si sia parlato della tecnica del copertinista invece che della storia.
Il piano editoriale reso pubblico
Altra pratica insolita: su Giap è stato pubblicato l'intero calendario dei prossimi lavori.
A Natale 2026 la nuova edizione illustrata de Il sentiero degli dei di Wu Ming 2. Nella primavera 2027 il saggio di Wu Ming 4 su Tolkien e la riedizione di New Thing.
La trasparenza sul piano editoriale è parte del metodo: i lettori sanno cosa arriverà e quando, senza passare da comunicati stampa.
A chi è adatto
Ai lettori di Wu Ming, e a chi frequenta il romanzo storico letterario costruito su personaggi reali.
Non è narrativa di consumo e non fa concessioni. Chi cerca una lettura rapida troverà un libro che chiede attenzione.
Formalmente non ci sono prerequisiti, ma qui il prerequisito lo indica l'autore stesso: rileggere l'epilogo di Stella del Mattino. È l'unica istruzione che ha voluto dare, e conviene seguirla.
