Pontremoli, il paese dei librai, si trova in Lunigiana, nella parte più settentrionale della Toscana, dove la regione confina con Liguria ed Emilia. È lì che si assegna il premio letterario votato dai librai, e la scelta del luogo non è casuale.

Da quella zona partivano, per generazioni, i venditori ambulanti che portavano libri in tutta Italia.

Come funzionava il commercio ambulante

Per gran parte della storia moderna le librerie stabili esistevano solo nelle città maggiori. Nei paesi, nelle campagne, nei centri minori i libri arrivavano con chi li portava.

Il venditore ambulante caricava la merce, percorreva itinerari stabiliti, si fermava nei mercati e nelle fiere. Vendeva stampe popolari, almanacchi, libri di devozione, romanzi d'appendice, testi pratici.

Era un mestiere che richiedeva conoscenza del territorio, capacità di rapporto con il pubblico e resistenza fisica: i percorsi duravano mesi.

Perché proprio da lì

La concentrazione di questa attività in una valle specifica ha ragioni geografiche ed economiche.

La Lunigiana è una zona di passaggio, attraversata da vie storiche che collegavano il nord alla Toscana. Chi vi abitava aveva familiarità con gli spostamenti.

Era anche un territorio con risorse agricole limitate, dove il commercio itinerante rappresentava un'integrazione necessaria al reddito.

Una volta consolidata, l'attività si è trasmessa di generazione in generazione: i figli imparavano il mestiere, ereditavano gli itinerari, mantenevano i contatti con i fornitori.

Cosa vendevano

Il catalogo di un venditore ambulante non assomigliava a quello di una libreria.

Prevalevano i testi che avevano un pubblico ampio e ricorrente: lunari e almanacchi, che si compravano ogni anno; libri di preghiere; manuali pratici su agricoltura, medicina domestica, corrispondenza.

C'era poi la narrativa popolare: storie di briganti, romanzi sentimentali, racconti cavallereschi, spesso in fascicoli a puntate.

Erano libri che la storia letteraria non considera, e che costituivano la lettura reale di gran parte della popolazione.

Il ruolo culturale

Il commercio ambulante ha svolto una funzione che raramente viene riconosciuta.

In un paese con alfabetizzazione limitata e distribuzione libraria concentrata nelle città, quei venditori erano il canale attraverso cui i testi raggiungevano chi non aveva altro modo di procurarseli.

Portavano anche informazione: notizie, novità, storie raccolte lungo il percorso. Erano figure di collegamento fra luoghi che comunicavano poco.

È una funzione paragonabile, per certi versi, a quella che le biblioteche itineranti hanno svolto in tempi più recenti.

La fine del mestiere

L'attività si è progressivamente ridotta nel corso del Novecento.

La diffusione delle librerie, l'apertura delle edicole, la crescita delle biblioteche pubbliche e infine la grande distribuzione hanno eliminato la necessità di un venditore che portasse i libri a domicilio.

Molti ambulanti si sono trasformati in librai stabili, aprendo negozi nelle città che avevano imparato a conoscere percorrendole. È una transizione che spiega perché alcune librerie storiche italiane siano state fondate da famiglie originarie della Lunigiana.

Cosa resta oggi

La tradizione sopravvive soprattutto nella memoria e nelle istituzioni che l'hanno raccolta.

Il premio letterario è la manifestazione più visibile: nasce nel dopoguerra da quella comunità professionale e conserva nel nome il riferimento alla bancarella.

Esistono inoltre iniziative locali dedicate alla memoria del commercio librario, e la vicenda è oggetto di studi che ne hanno ricostruito gli itinerari e le dinamiche economiche.

Perché la storia conta

Al di là della curiosità, questa vicenda dice qualcosa sul modo in cui i libri circolano.

La distribuzione non è mai stata un fatto neutro: dipende da chi porta i volumi, con quali criteri li sceglie, in quali luoghi arriva. Un territorio senza venditori era un territorio senza libri, indipendentemente da quanti se ne stampassero.

È una questione che si ripropone oggi in forma diversa, quando si discute di librerie che chiudono nei centri minori e di aree in cui l'accesso al libro dipende interamente dalla vendita online.

Le librerie storiche fondate dagli ambulanti

Una traccia concreta di quella tradizione si trova ancora oggi nelle città italiane.

Diversi negozi storici sono stati aperti da famiglie che avevano cominciato con il commercio itinerante e che, a un certo punto, hanno deciso di fermarsi in una delle città che percorrevano.

La scelta del luogo non era casuale: si stabilivano dove avevano già una clientela, costruita in anni di passaggi regolari.

È un passaggio che spiega la longevità di alcune di quelle attività: non partivano da zero, portavano con sé rapporti costruiti in decenni.

Il legame con il premio

Che un premio letterario votato dai librai si assegni proprio lì non è un dettaglio folcloristico.

È il riconoscimento che il libraio non è un semplice rivenditore, ma una figura che sceglie, consiglia e determina cosa arriva ai lettori. Chi ha percorso l'Italia con i libri sulle spalle lo sapeva bene.

Ed è il motivo per cui il Premio Bancarella 2026 resta l'unico riconoscimento italiano assegnato da chi i libri li vende, invece che da chi li giudica.

Una tradizione che ritorna

Il commercio librario itinerante non è del tutto scomparso, e in forme nuove sta tornando.

Esistono oggi librerie mobili che raggiungono paesi senza negozi, biblioteche su ruote che servono aree interne, iniziative che portano libri in luoghi dove la distribuzione ordinaria non arriva.

Rispondono a un problema che assomiglia molto a quello di due secoli fa: territori in cui il libro non arriva perché non è economicamente conveniente portarcelo.

Cambiano i mezzi, resta la funzione.

Cosa leggere sull'argomento

Chi volesse approfondire trova materiale in diversi ambiti.

Esistono studi di storia dell'editoria dedicati alla distribuzione libraria italiana, che ricostruiscono itinerari e dinamiche economiche del commercio ambulante.

La storia della lettura popolare, come campo di ricerca, si occupa proprio di questi canali e di cosa arrivava effettivamente in mano alla gente.

Sono letture per chi ha già interesse per la materia, e restituiscono un'immagine del rapporto fra libri e società molto diversa da quella che emerge dalle storie letterarie.