Se tutti stanno comprando l'Odissea in queste settimane, un motivo c'è. I librai di Bergamo segnalano un aumento della richiesta del poema omerico, e da Gorizia arriva la stessa osservazione: le librerie sono piene e fra chi compra ci sono molti lettori giovani.
È un fenomeno che merita attenzione, perché riguarda un testo di quasi tremila anni che nessuno sta promuovendo e che non ha avuto una nuova edizione di richiamo.
Cosa lo sta provocando
All'origine c'è l'attesa per l'adattamento cinematografico diretto da Christopher Nolan, di cui è già uscito un volume fotografico che ne anticipa le immagini.
Il meccanismo è noto: un film in arrivo riporta in libreria il testo da cui è tratto. Quello che sorprende qui è la scala e l'anticipo, dato che il movimento comincia prima ancora dell'uscita nelle sale.
C'è però un elemento che rende questo caso diverso dagli altri. Chi compra un romanzo prima del film lo fa per arrivare preparato a una storia che non conosce. Chi compra l'Odissea la storia la conosce già: l'ha studiata a scuola, sa chi è Ulisse, sa come finisce.
Quello che cerca è qualcos'altro: leggere davvero un testo che aveva incontrato solo per estratti.
Cosa si ricorda e cosa no
La memoria scolastica dell'Odissea conserva alcuni episodi e ne perde molti altri.
Restano il ciclope Polifemo, le sirene, la maga Circe, il cavallo di Troia — che in realtà appartiene a un'altra vicenda. Sparisce quasi tutto il resto: i quattro canti iniziali dedicati a Telemaco che cerca notizie del padre, le due settimane di racconto alla corte dei Feaci, la lunghissima parte finale a Itaca.
Quest'ultima è la sorpresa maggiore per chi rilegge da adulto. Metà del poema si svolge a Itaca, con Ulisse travestito da mendicante che osserva chi gli è rimasto fedele e chi no. Non è un racconto d'avventura: è una storia di riconoscimento e di vendetta.
Il ritorno che dura vent'anni
La struttura del poema è costruita su un'assenza lunghissima. Ulisse parte per Troia, la guerra dura dieci anni, il ritorno altri dieci.
In quel tempo il figlio Telemaco è diventato adulto senza averlo mai conosciuto, la moglie Penelope resiste alle pressioni di chi la vuole risposare, il padre Laerte si è ritirato in campagna, il cane Argo è invecchiato.
Il tema del poema non è il viaggio: è cosa trova chi torna dopo vent'anni. È probabilmente questo a renderlo ancora leggibile, molto più delle avventure con i mostri.
Non comincia dall'inizio
Un dettaglio tecnico che colpisce chi legge il testo integrale: la narrazione non segue l'ordine cronologico.
Il poema si apre quando Ulisse è già trattenuto sull'isola di Calipso, a un passo dalla fine del viaggio. Le avventure che tutti ricordano — il ciclope, le sirene, i Lestrigoni — vengono raccontate da lui stesso, molti canti dopo, durante un banchetto.
È una costruzione che oggi chiameremmo flashback, e che nel poema serve a un fine preciso: chi racconta quelle avventure è lo stesso Ulisse, e il lettore non ha modo di verificare se stia dicendo la verità.
Quale traduzione scegliere
La scelta più importante riguarda la forma. Esistono traduzioni in versi e traduzioni in prosa, e la differenza è sostanziale.
Le versioni in versi conservano il ritmo del testo, che nell'originale era pensato per essere recitato. Sono più fedeli e più faticose.
Le versioni in prosa si leggono come un romanzo, procedono velocemente e permettono di seguire la vicenda senza inciampi. Perdono però proprio la caratteristica che rendeva quel testo memorizzabile.
Per chi legge il poema per la prima volta davvero, la prosa è probabilmente la strada più praticabile. Chi ha già familiarità può provare i versi.
Quanto tempo richiede
L'Odissea è composta da ventiquattro canti e nelle edizioni italiane occupa fra le quattrocento e le seicento pagine, a seconda della traduzione e dell'apparato di note.
Sono fra le dodici e le venti ore di lettura, che al ritmo di un canto al giorno diventano meno di un mese.
La divisione in canti aiuta parecchio: ciascuno è un'unità compiuta, di lunghezza contenuta, e si può leggere in una sera. È il tipo di struttura che permette di procedere senza il timore di perdere il filo.
Perché torna adesso
Al di là del film, c'è una ragione che riguarda il testo in sé.
L'Odissea è una storia di qualcuno che cerca di tornare a casa e trova che la casa è cambiata. È il racconto di un uomo che deve dimostrare di essere chi dice di essere, dopo che tutti hanno smesso di aspettarlo.
Sono temi che non hanno bisogno di essere attualizzati. E il fatto che a comprarlo siano soprattutto lettori giovani, come segnalano i librai, dice qualcosa sulla capacità di quel testo di parlare a chi non l'ha scelto per nostalgia.
Da dove partire se non si è mai letto
Tre indicazioni pratiche per chi decide di affrontarlo adesso.
Non partire dai riassunti: la trama si conosce già, e leggere un riassunto toglie l'unica cosa che il testo può dare, cioè come è scritto.
Chi vuole prepararsi trova utile sapere perché il ritorno di Ulisse dura vent'anni. Non spaventarsi per i nomi. Il poema è pieno di personaggi secondari e patronimici, ma quelli che contano sono meno di dieci e si riconoscono subito.
E leggere di seguito i canti finali, dal ritorno a Itaca in avanti. Sono la parte meno conosciuta e la più sorprendente, e chi arriva lì difficilmente si ferma.
