Nel 2026 i libri si comprano di più online o nelle librerie fisiche, e cosa sta cambiando?

Nei primi quattro mesi dell’anno il confronto tra acquisti online e librerie fisiche restituisce un risultato più netto di quanto si potrebbe immaginare: la crescita arriva soprattutto dai punti vendita librari. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori elaborati su NielsenIQ BookData, tra gennaio e aprile il mercato trade della varia adulti e ragazzi vale 446,2 milioni di euro, il 3,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le copie acquistate salgono del 2,5%, con circa 717 mila copie in più. Dentro questo quadro, le vendite di libri nel 2026 mostrano però andamenti molto diversi a seconda del canale. Le librerie di catena e indipendenti aumentano del 7,5% a valore, gli store online crescono appena dello 0,7%, mentre la grande distribuzione perde il 14,6%. È un dato importante, ma va letto correttamente: riguarda gennaio-aprile, non l’intero anno, ed esclude ebook e audiolibri dal perimetro di mercato considerato.
Le librerie fisiche tornano a guadagnare quota
Il dato che risponde più direttamente alla domanda è quello sul peso dei canali. Nei primi quattro mesi del 2026 le librerie di catena e indipendenti arrivano a circa 257 milioni di euro di vendite e rappresentano il 57,6% del mercato osservato; gli store online valgono circa 172,7 milioni, pari al 38,7%, mentre la grande distribuzione scende al 3,7%. Le vendite di libri nel 2026 sono quindi, in questo perimetro, più consistenti nelle librerie fisiche che online. Rispetto allo stesso periodo del 2025, le librerie aumentano di circa 18 milioni di euro, mentre l’online aggiunge circa 1,2 milioni. Questo non significa che il commercio elettronico stia vivendo una crisi generale: AIE lo descrive sostanzialmente stabile a valore, con una lieve crescita. La novità è piuttosto il rafforzamento del negozio librario, che in questi mesi intercetta una parte maggiore della spesa e amplia la propria quota sul totale monitorato.
vendite di libri nel 2026 e il peso del bonus biblioteche
Una parte rilevante del miglioramento non può essere interpretata come semplice cambiamento spontaneo delle abitudini dei lettori. AIE stima in circa 35 milioni di euro l’impatto del bonus biblioteche nei primi quattro mesi dell’anno. Solo una parte di questa spesa è stata intercettata dai canali trade rilevati da NielsenIQ BookData, perché restano fuori dal panel cartolibrerie, punti vendita minori o specializzati e grossisti. Per questo non è possibile sottrarre automaticamente quei 35 milioni dal totale e ricostruire con precisione come sarebbero andate le vendite di libri nel 2026 senza gli acquisti delle biblioteche. Il dato, però, aiuta a capire perché le librerie abbiano accelerato, in particolare in alcune aree e presso operatori che possono avere beneficiato direttamente degli ordini pubblici. La stessa AIE avverte che l’effetto della misura è concentrato soprattutto nella prima parte dell’anno e invita quindi a non trasformare questi quattro mesi in una previsione per dicembre.
Le indipendenti sono il segnale più evidente
All’interno del canale fisico spicca l’andamento delle librerie indipendenti. Nei primi quattro mesi del 2026 le copie acquistate in questi esercizi salgono da 3,978 a 4,426 milioni: 448 mila copie in più, pari a un incremento dell’11,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. È uno dei segnali più forti delle vendite di libri nel 2026, ma anche qui il contesto è decisivo. Gli acquisti sostenuti dal bonus biblioteche hanno favorito soprattutto territori e operatori che possono essere intercettati attraverso la rete delle librerie locali; AIE segnala inoltre che lo stanziamento ha avuto un peso particolarmente significativo nel Sud e nelle Isole. Il rimbalzo delle indipendenti va dunque registrato come fatto di mercato, senza attribuirgli una causa unica. Il dato dice che in questi mesi sono passate più copie dalle librerie indipendenti; non dimostra, da solo, che tutti i lettori privati abbiano abbandonato l’online o siano tornati stabilmente al negozio di prossimità.
L’online non arretra, ma smette di trainare
Il commercio elettronico mantiene un peso molto grande: quasi quattro euro su dieci, nel mercato considerato, passano ancora dagli store online. La crescita dello 0,7% indica che il canale non si contrae a valore, ma in questa fase non è il motore dell’aumento complessivo. È una distinzione essenziale per leggere le vendite di libri nel 2026 senza costruire una contrapposizione artificiale tra rete e librerie. I numeri mostrano un mercato in cui il digitale commerciale resta forte, mentre il fisico recupera terreno. La grande distribuzione, invece, continua a ridursi: il calo del 14,6% porta il valore stimato da 19,3 a 16,5 milioni di euro tra gennaio-aprile 2025 e lo stesso periodo del 2026. Il cambiamento principale, quindi, non è la scomparsa dell’online, ma una diversa distribuzione della crescita: il mercato aumenta nel complesso, e quasi tutto l’incremento di valore rilevato nei canali principali si concentra nelle librerie.
Quattro mesi positivi non bastano per raccontare tutto l’anno
Il confronto deve infine tenere insieme due elementi apparentemente opposti. Da una parte, le vendite di libri nel 2026 partono bene: +3,8% a valore e +2,5% a copie nei primi quattro mesi. Dall’altra, il 2025 si era chiuso con un calo del 2,2% per la varia nei canali trade, e la stessa AIE considera ancora complesso il quadro dei mesi successivi. L’associazione segnala che l’effetto del bonus biblioteche è concentrato nella prima parte dell’anno e che, senza un sostegno analogo, la seconda parte potrebbe essere più debole. Per il lettore, la risposta più corretta è quindi circoscritta: tra gennaio e aprile 2026 si compra più a valore nelle librerie fisiche che negli store online, e sono proprio le librerie a crescere più rapidamente. Ma il dato non autorizza ancora a dire che l’intero 2026 segnerà un ritorno definitivo al negozio fisico o un arretramento strutturale dell’e-commerce.