Il commissario Maigret non indossa mai un distintivo, non porta armi e raramente interroga con durezza. Preferisce sedere in una bistrot, bere il vino, osservare e ascoltare. Quando Georges Simenon lo fece comparire per la prima volta nel 1931 in «Monsieur Gallet, deceduto», il dettaglio decisivo di un delitto non era la pistola o l'impronta digitale: era la psicologia, il temperamento di una città, lo stato d'animo di una persona seduta di fronte a un bicchiere. Questa differenza fondamentale è la ragione per cui un lettore contemporaneo, oggi come settant'anni fa, può iniziare la serie senza paura di trovare una trama obsoleta. Ma dove iniziare, esattamente, in una collezione di settantacinque romanzi pubblicati tra il 1931 e il 1972?

I classici intramontabili della serie

Se si vuole comprendere perché Maigret è diventato un'icona della letteratura di genere, non serve leggere cronologicamente. Serve leggere intelligentemente. «La prima inchiesta del commissario Maigret» è un'ottima partenza, non soltanto perché è il primo libro, ma perché Simenon ha scritto questo romanzo in piena consapevolezza di stare creando un personaggio destinato a durare. L'atmosfera della Parigi degli anni Trenta, il metodo investigativo basato sull'intuizione più che sulla ricerca meccanica delle prove, la lotta del commissario contro una burocrazia sordo-muta: tutto questo rimane contemporaneo. Un lettore che desideri sentire il battesimo del commissario non avrà una cattiva esperienza.

Tra i capolavori assoluti della serie figurano «Maigret e il caso Mona Lisa» e «Maigret si confessa». Questi romanzi rappresentano Simenon nel pieno controllo della sua tecnica: ogni pagina contiene una decisione stilistica precisa, ogni scena serve a rivelare il carattere dei personaggi piuttosto che gli ingranaggi della trama. Non sono gialli al contrario, come accade in molti autori che svelano l'assassino in prima pagina e lasciano il resto alla suspense. Simenon fa qualcosa di più sottile: costruisce il delitto come una conseguenza naturale del modo in cui le persone vivono, soffrono e si danneggiano a vicenda. Il commissario Maigret arriva ultimo, non primo, nella catena di causalità.

L'ordine: cronologico o per temi

Alcuni lettori preferiscono affrontare la serie in ordine di pubblicazione, come un film o una serie televisiva. C'è una logica in questa scelta: Simenon ha evoluto il suo stile nel tempo, il Maigret del 1931 è leggermente diverso da quello del 1960. Chi ama vedere come un autore matura trae vantaggio da questo percorso progressivo. D'altro canto, non ci sono continuità narrativa tra i romanzi, nessun colpo di scena, nessuna sorpresa che dipende dal lettore aver terminato il volume precedente. Si può saltare dal terzo al venticinquesimo libro senza alcun problema di comprensione.

Un'alternativa più moderna è scegliere per temi. Chi è affascinato dal delitto provinciale potrebbe iniziare da «Maigret e l'amico d'infanzia», che porta il commissario fuori da Parigi, in una Francia di ristoranti oscuri e segreti di paese. Chi preferisce l'introspezione psicologica dovrebbe provare «Maigret e la giovane morta», dove il caso diventa l'occasione per scavare nella solitudine delle persone. Questo approccio trasforma la serie da una maratona impenetrabile in una conversazione che il lettore costruisce da solo, scegliendo il prossimo capitolo in base al desiderio del momento.

Come orientarsi senza perdersi

La mole di settantacinque romanzi non deve scoraggiare. Un lettore che abbia letto tre o quattro Maigret possiede gli strumenti per affrontarne altri cento, perché avrà capito che ogni romanzo è autonomo e che il piacere della lettura non dipende dall'accumulazione, ma dalla qualità di ogni singolo incontro con il commissario. Molte edizioni moderne propongono i titoli con una classificazione di difficoltà o una breve nota sullo stile: consultarle può risparmiare false partenze.

Per chi voglia una lista di partenza non arbitra, è utile sapere che «La furia di Maigret», «Maigret tende un'imboscata» e «La pazienza di Maigret» sono considerati da critici e lettori come vertici assoluti della serie. Leggerne uno è sufficiente per comprendere se il sistema narrativo di Simenon corrisponde al proprio gusto. Se la risposta è sì, il resto della biblioteca rimane aperto. Se la risposta è no, almeno il tentativo non avrà richiesto dieci giorni di lettura impegnativa.

Come accade con altre grandi serie, da «Sherlock Holmes» a «Lord Peter Wimsey», l'importante è varcare la soglia. Una volta dentro, il commissario Maigret, con la sua pazienza quasi monastica e la sua capacità di leggere le anime attraverso lo sguardo, trattiene il lettore con la forza tranquilla di un maestro che conosce il proprio mestiere.