La narrativa rosa cresce del venti per cento e sta cambiando le librerie italiane. Non è un'impressione da tavolo delle novità: è un dato dell'ufficio studi dell'Associazione Italiana Editori su rilevazioni NielsenIQ, presentato al Salone di Torino.
Nei primi mesi del 2026 la narrativa di genere cresce del 9,6%, superando la narrativa letteraria. Dentro questa crescita il romance registra un balzo del 20,3%. È il motore che tira l'intero comparto.
Un mercato in controtendenza
Il contesto rende il dato più significativo. Nel 2025 l'editoria italiana di varia aveva chiuso in calo del 2,2%, con vendite per 1.483,8 milioni di euro.
Nei primi quattro mesi del 2026 il trade è cresciuto del 2,5% a copie e del 3,8% a valore. È uno dei risultati migliori d'Europa: nello stesso periodo la Germania segna un calo del 4,9% e la Francia dell'1,5%.
Parte del merito è attribuita al bonus biblioteche, che ha sostenuto gli acquisti pubblici. Ma il motore narrativo, quello che porta le persone in libreria a comprare per sé, è il romance.
Cosa è cambiato negli scaffali
Chi entra in una libreria oggi vede una differenza rispetto a cinque anni fa. Le sezioni dedicate al romance e al romantasy — la variante che innesta elementi fantastici sulla trama sentimentale — hanno guadagnato spazio, spesso in posizioni centrali.
Sono libri riconoscibili: volumi spessi, frequentemente sopra le cinquecento pagine, con copertine illustrate dai colori saturi, titoli in inglese anche quando l'autrice è italiana, e quasi sempre parte di una serie.
Quest'ultimo elemento è decisivo. Il lettore che finisce il primo volume ne compra un secondo, e il modello editoriale è costruito su questa continuità: non si vende un libro, si apre un rapporto.
Il ruolo dei social
La crescita è legata a un canale di scoperta che non passa dalle recensioni né dalle vetrine.
Secondo analisi di NielsenIQ BookData e Media Control, nel 2025 le vendite di libri trainate dai social in Italia sono state 3,3 milioni di copie, per un fatturato di 41,4 milioni di euro. In Europa oltre cinquanta milioni di copie e ottocento milioni di euro. Il mercato italiano complessivo, nello stesso anno, ha superato i 99,5 milioni di copie.
Ad aprile TikTok ha annunciato l'arrivo in Italia di una propria classifica dei libri, con un adesivo destinato ai volumi che vi entrano. Il formato era stato inaugurato in Germania nel 2023 e nel 2026 si estende anche a Regno Unito e Spagna.
È il passaggio che segna la differenza rispetto agli anni scorsi: il passaparola smette di essere un fenomeno spontaneo e diventa un'infrastruttura con classifiche, dati e segnaletica in libreria.
Non è un'onda importata
Un dato smentisce l'idea che si tratti di un fenomeno anglosassone arrivato per traduzione.
Nella classifica BookTok di marzo 2026, tredici titoli su venti erano di autrici italiane: Felicia Kingsley, Hazel Riley, Stefania S., Karim B. Hazel Riley da sola era presente con cinque libri, l'americana Rebecca Yarros con tre. La piattaforma premia in modo particolare le narrazioni seriali.
Significa che il mercato italiano non si limita a importare: produce autrici che vendono centinaia di migliaia di copie e vengono tradotte all'estero. È una filiera nazionale, non una filiale.
Il genere si struttura
Un settore che cresce sviluppa i propri strumenti, e il romance italiano lo sta facendo in fretta.
È uscito Trope. I segreti della scrittura del romance e del romantasy di Alice Doublier per Il Castoro Off, uno dei primi manuali di narratologia del genere disponibili in italiano, dedicato ai meccanismi narrativi ricorrenti che i lettori riconoscono e cercano. Ed è stata lanciata la New Romance Academy, ideata da Martina Donati con l'Accademia Molly Bloom.
Sono segnali di maturazione: quando un genere produce i propri manuali tecnici e le proprie scuole, ha smesso di essere una moda e ha cominciato a essere un comparto.
L'obiezione
La crescita ha portato con sé una discussione che non riguarda i numeri ma il pubblico.
Le titolari della libreria milanese In cerca di guai hanno sollevato il problema del pubblico giovanissimo con parole molto dure, sostenendo che gli editori del genere vendano contenuti espliciti a minori di dodici anni senza alcuna regola, mentre i genitori restano spesso ignari e anzi contenti che le figlie abbandonino il telefono per volumi da settecento pagine.
Su Internazionale, Valentina Pigmei ha aperto il fronte critico con un argomento diverso: liquidare il successo del romance come una moda significa ignorarne le radici sociologiche, e il nodo vero è la distanza culturale fra madri entusiaste perché le figlie finalmente leggono, non importa cosa, e ragazzine di dodici o tredici anni che si trovano in mano romanzi dai contenuti espliciti con copertine ingannevolmente innocenti. Fra i problemi segnalati, il fatto che nelle traduzioni italiane spariscano talvolta le avvertenze presenti nelle edizioni originali.
Perché si chiama romantasy
Il termine che ricorre più spesso accanto a romance è romantasy, e vale la pena chiarire cosa indichi.
È la fusione fra romance e fantasy: una storia sentimentale ambientata in un mondo con elementi soprannaturali — accademie di magia, creature mitologiche, regni immaginari. La struttura emotiva è quella del romance, l'ambientazione quella del fantasy.
La combinazione funziona per una ragione precisa: il fantasy permette di costruire ostacoli alla relazione che nel mondo reale sarebbero implausibili — una profezia, una maledizione, l'appartenenza a schieramenti nemici — e quegli ostacoli sono esattamente ciò che tiene in piedi una trama sentimentale lunga centinaia di pagine.
È anche il sottogenere che si presta meglio alla serialità, perché un mondo immaginario può ospitare molti volumi mentre una singola storia d'amore si esaurisce.
Cosa aspettarsi
L'autunno è programmato quasi interamente su questo asse. Carrie Leighton esce il 1° settembre con Unfair play. Ultimo tempo per Magazzini Salani, Rebecca Yarros il 29 settembre con Threshing day per Sperling & Kupfer, mentre Felicia Kingsley è uscita il 25 agosto con First lady per caso per Newton Compton.
Il dato da osservare nei prossimi mesi non sarà quindi se il romance continuerà a crescere — quello è già scritto nel calendario delle uscite — ma se il settore svilupperà strumenti di orientamento paragonabili a quelli di misurazione che si è già dato.
Un mercato che sa esattamente quante copie vende e molto meno a chi le vende ha un problema che i numeri, da soli, non risolvono.
