Cerchi la cinquina di un premio letterario e il motore di ricerca ti propone anche la cinquina al lotto e la cinquina a tombola. La stessa parola porta a due mondi che non hanno niente in comune, e la coincidenza sembra casuale.
Il significato di cinquina è più semplice di entrambi gli usi: indica un gruppo di cinque elementi. Tutto il resto sono specializzazioni successive, e quella dei premi letterari è arrivata per ultima, presa in prestito dal linguaggio dei giochi perché era già familiare a tutti.
Che cosa vuol dire cinquina
La parola deriva da cinque e designa un insieme di cinque unità. È una formazione regolare della lingua italiana, che ha prodotto termini analoghi per altri numeri: terna per tre, sestina per sei, dozzina per dodici.
Da questo significato di base derivano tutti gli usi particolari. Ogni ambito ha applicato la parola a un proprio gruppo di cinque: cinque numeri, cinque caselle, cinque finalisti.
Non c'è quindi un significato originario tecnico che si è poi esteso: c'è un significato generico che è stato specializzato più volte, in modo indipendente, da settori diversi.
Gli usi nei giochi vengono prima
Nel lotto la cinquina indica la combinazione di cinque numeri giocati sulla stessa ruota, ed è la vincita più difficile fra quelle previste. Nella tombola indica cinque caselle allineate sulla stessa riga della cartella.
Sono usi antichi e molto diffusi, radicati nella pratica quotidiana di giochi popolari praticati per generazioni. È questa diffusione ad aver reso la parola immediatamente comprensibile a chiunque, molto prima che qualcuno la usasse per i libri.
Il tratto comune ai due giochi è che cinque è un traguardo: non un passaggio intermedio ma un risultato. La parola porta con sé questa sfumatura di compimento, ed è probabilmente il motivo per cui ha funzionato bene anche altrove.
Chi la sente in un contesto letterario, quindi, la riconosce senza bisogno di spiegazioni: la conosce da un altro ambito e ne trasferisce il senso.
Il passaggio al linguaggio dei premi
Nei premi letterari la cinquina designa il gruppo dei cinque titoli finalisti, cioè quelli che accedono alla votazione conclusiva dopo le selezioni precedenti.
L'adozione del termine è avvenuta soprattutto nel linguaggio giornalistico, per una ragione pratica: è più breve e più immediato di espressioni come gruppo dei finalisti o rosa dei cinque titoli selezionati. Un titolo di giornale ha spazio limitato, e una parola sola che dice tutto è preziosa.
Da lì è passata nel linguaggio comune dei lettori e poi in quello degli stessi organizzatori, fino a diventare il modo normale di riferirsi a quella fase.
Un percorso analogo ha portato la parola in altri ambiti: si parla di cinquina anche per le selezioni di premi cinematografici e musicali, con lo stesso significato di gruppo finale di cinque candidati.
Perché proprio cinque, e le altre parole in uso
Il numero cinque non ha nulla di necessario, ma ha vantaggi pratici. È abbastanza piccolo da permettere a chi segue di leggere tutti i titoli prima della finale, e abbastanza ampio da rappresentare orientamenti diversi. Consente inoltre una serata conclusiva gestibile, con cinque autori presenti e cinque interventi.
Accanto alla cinquina circolano altri termini della stessa famiglia. La dozzina indica il gruppo più ampio selezionato in una fase precedente, e il numero effettivo può non corrispondere esattamente a dodici. La sestina indica un gruppo di sei, adottata da alcuni premi in luogo della cinquina. La terna designa tre finalisti.
Ogni premio adotta la propria terminologia, e le parole non sono intercambiabili: la dozzina di un premio non corrisponde alla dozzina di un altro, perché le fasi sono diverse.
Va infine distinta la cinquina dei finalisti dalla rosa dei candidati, che in alcuni contesti indica un insieme più ampio e informale, non necessariamente ufficiale.
Come orientarsi nel lessico dei premi
Quando leggi una di queste parole, verifica a quale fase si riferisce nel premio specifico: il regolamento pubblicato dagli organizzatori descrive le selezioni e i termini usati per ciascuna.
Non dedurre il numero dalla parola: la dozzina può comprendere un numero di titoli diverso da dodici, e alcune edizioni prevedono varianti rispetto allo schema abituale.
E non confondere le fasi fra premi diversi: la cinquina di un riconoscimento e quella di un altro sono prodotte da percorsi differenti, quindi non indicano lo stesso grado di selezione.
La prossima volta che cercherai la cinquina di un premio e ti compariranno risultati sul lotto, saprai che non è un errore del motore di ricerca: è la stessa parola, usata da due mestieri diversi per contare fino a cinque.
