Il fantasy nel 2026 arriva in libreria in forme molto diverse fra loro. Le uscite annunciate mostrano un genere che si è diversificato al punto che parlare di fantasy al singolare dice ormai poco.

Alcuni di questi titoli sono anteprime, altri già disponibili: conviene verificare al momento dell'acquisto.

«La biblioteca sul Monte Brace»

Pubblicato da Mercurio, si colloca in quel territorio che gli anglosassoni chiamano weird: un fantastico che non costruisce mondi coerenti con regole precise, ma introduce elementi inspiegabili in contesti riconoscibili.

È una tradizione diversa da quella del fantasy epico, e risale più a Lovecraft e ai racconti gotici che a Tolkien.

Il weird ha avuto negli ultimi anni una ripresa notevole, ed è probabilmente il sottogenere più interessante per chi trova ripetitivo il fantasy tradizionale.

«La principessa Florinda e la torre dei 40 piani»

Di Tamisin Mir, pubblicato da Mondadori. Il titolo suggerisce un rovesciamento della fiaba classica, con la torre — elemento tradizionale della prigionia della principessa — trasformata in qualcosa di diverso.

La riscrittura ironica delle fiabe è un filone consolidato, che funziona quando l'autore conosce bene i materiali che sta capovolgendo.

«Il diavolo e Mrs. Gucci»

Di Oliver Darkshire, anch'esso pubblicato da Mercurio, si muove su tinte dark con una componente ironica.

La combinazione fra elementi cupi e umorismo è una delle direzioni più praticate del fantasy contemporaneo, e nasce dalla saturazione del registro epico serio: dopo decenni di profezie e destini, l'ironia è diventata una via d'uscita.

«Dimenticato Re Gud» di Ana María Matute

La riedizione pubblicata da Safarà è il titolo più singolare dell'elenco.

Matute è una scrittrice spagnola importante, e questo romanzo appartiene al fantastico letterario: una tradizione che usa elementi fiabeschi per scopi che non sono d'intrattenimento.

È il tipo di libro che i lettori di fantasy commerciale trovano lento e che i lettori di letteratura trovano sorprendente. Vale la pena provarlo proprio per questa collocazione ambigua.

La mappa dei sottogeneri

Chi si avvicina al fantasy oggi si trova davanti a etichette che si moltiplicano. Vale la pena distinguere le principali.

Il fantasy epico costruisce mondi completi con geografie, storie e sistemi magici coerenti. È la tradizione di Tolkien e di chi lo ha seguito, e richiede al lettore la disponibilità a imparare un mondo.

Il fantasy urbano ambienta elementi soprannaturali in città contemporanee. Il vantaggio è che non serve costruire un mondo: si usa quello che c'è.

Il dark fantasy sposta il registro verso il cupo, con protagonisti moralmente ambigui e finali che non risolvono.

Il romantasy, cresciuto molto negli ultimi anni, innesta la struttura del romance su un'ambientazione fantastica. È attualmente il sottogenere che vende di più.

Da dove cominciare

Per chi non ha mai letto fantasy, il consiglio pratico è partire da un romanzo autoconclusivo.

Il genere è dominato dalle serie, e cominciare da un primo volume significa impegnarsi in qualcosa di lungo prima di sapere se funziona. Esistono ottimi fantasy in un volume solo, e sono il modo migliore per capire se il registro convince.

Un secondo criterio riguarda la costruzione del mondo. Alcuni romanzi richiedono di assimilare decine di nomi propri, mappe e genealogie nelle prime cento pagine. Altri introducono il mondo gradualmente. Per un primo approccio, i secondi sono più praticabili.

Perché il fantasy è cresciuto

La quota di lettori che scelgono fantasy e fantascienza è rilevante, e fra i più giovani il dato è particolarmente alto.

Secondo i dati Istat sulle abitudini di lettura, fra i maschi di quindici-diciassette anni fantasy e fantascienza raggiungono quote molto elevate, e il genere è fra i più letti nelle fasce giovanili.

Il fenomeno ha ragioni che vanno oltre la moda: il fantasy permette di affrontare temi difficili — il potere, la violenza, l'identità — spostandoli in un contesto dove il lettore giovane può guardarli senza sentirsi chiamato in causa direttamente.

Cosa cercare in libreria

Un ultimo consiglio pratico. Le sezioni fantasy delle librerie tendono a esporre i titoli più recenti e più promossi, che non sono necessariamente i migliori punti d'ingresso.

Utile anche sapere quali sono i sottogeneri del fantasy prima di entrare. Vale la pena chiedere al libraio un romanzo autoconclusivo del sottogenere che interessa. È una domanda precisa, a cui chi conosce il catalogo sa rispondere, e che evita di partire dal volume sbagliato di una saga in dodici tomi.

Il fantasy italiano

Accanto alle traduzioni, esiste una produzione fantasy italiana che negli ultimi anni è cresciuta in modo notevole.

Per lungo tempo il genere in Italia è stato considerato derivativo, con autori che imitavano i modelli anglosassoni. Quella fase è in larga parte superata: molti autori italiani lavorano ora su materiali propri, spesso attingendo al folklore locale.

È una direzione promettente, perché il fantasy funziona meglio quando affonda in una tradizione reale invece che ricostruirne una generica.

Il rapporto con gli adattamenti

Il fantasy è il genere che ha beneficiato di più dagli adattamenti cinematografici e televisivi, e questo ha una conseguenza sui lettori.

Molti arrivano al libro dopo aver visto la serie, e questo cambia l'esperienza: si sa già come finisce, si hanno i volti degli attori in mente, e alcuni dettagli che nel libro sono lasciati all'immaginazione risultano già fissati.

Chi vuole evitare l'effetto dovrebbe leggere prima. Ma vale la pena dire che molti lettori sono arrivati alla lettura proprio grazie a un adattamento, ed è difficile considerarlo un male.

I dati sul genere

Secondo il report Istat sulle abitudini di lettura, fra i lettori nel tempo libero il 21,1% sceglie fantascienza e fantasy.

Il dato cambia molto per età e genere. Fra i maschi di quindici-diciassette anni fantasy e fantascienza raggiungono il 48,6%, quasi un lettore su due. Fra gli uomini adulti la quota si attesta al 28,2%, contro il 16% delle donne.

È il genere con la maggiore differenza di genere fra i lettori, insieme ai libri rosa dove il rapporto è rovesciato.

Questi numeri spiegano perché l'editoria investa così tanto sul fantasy destinato ai giovani lettori: è il segmento dove la domanda è più concentrata.