Nei primi giorni di agosto succede una cosa che non capita in nessun altro momento dell'anno: le giornate restano lunghe, gli impegni si allentano e il tempo di lettura smette di essere ritagliato a fatica. È la finestra giusta per aprire libri che a novembre resterebbero sul comodino, quelli che chiedono due ore di fila invece di venti minuti prima di dormire. Ecco cinque titoli scelti per queste settimane: tre romanzi e due saggi.

Tre romanzi per le giornate lunghe

«Il barone rampante» di Italo Calvino. Cosimo Piovasco di Rondò ha dodici anni quando si rifiuta di mangiare un piatto di lumache, si alza da tavola e sale su un albero del giardino. Non scenderà più. Da lì osserva la famiglia, il paese, il secolo che cambia. È un romanzo che si legge d'un fiato ma continua a lavorare per giorni: la scelta di Cosimo sembra un capriccio infantile e diventa, pagina dopo pagina, una posizione sul mondo. Adatto ad agosto anche per ragioni pratiche: la vicenda si svolge quasi interamente all'aperto, tra fronde e sole, e si legge bene in giardino o su un terrazzo.

«Lo straniero» di Albert Camus. Meursault riceve la notizia della morte della madre e non riesce a piangere. Il resto del romanzo scorre in un'Algeria schiacciata dal caldo, fino a un pomeriggio sulla spiaggia in cui il sole acceca e succede l'irreparabile. Sono poco più di cento pagine, e il caldo vi ha un ruolo che si capisce meglio leggendolo proprio d'estate: la luce e l'afa non sono sfondo, sono parte di quello che accade. Un libro breve che non si dimentica.

«Il grande Gatsby» di Francis Scott Fitzgerald. Una villa a Long Island, feste che durano tutta la notte, e un padrone di casa che nessuno conosce davvero. Nick Carraway racconta l'estate in cui ha visto da vicino Jay Gatsby e la sua ossessione per una luce verde sull'altra sponda della baia. È il romanzo dell'estate per definizione: comincia a giugno, finisce a settembre, e tutto quello che di irreparabile accade succede nei mesi caldi. Si legge in due sere.

Due saggi per chi vuole cambiare passo

«Sapiens. Da animali a dèi» di Yuval Noah Harari. Un racconto della nostra specie dalle origini fino all'oggi, costruito attorno a una domanda semplice: come ha fatto un primate qualunque a diventare la specie dominante del pianeta. Harari ha uno stile diretto, senza gergo accademico, e procede per grandi snodi invece che per date. È un libro corposo, ma è proprio la mole a renderlo adatto ad agosto: chiede continuità di lettura, e in vacanza la continuità è possibile.

«Cosmo» di Carl Sagan. Divulgazione astronomica scritta da chi sapeva raccontare, non solo spiegare. Sagan parte dalle stelle e arriva alla chimica della vita, passando per la storia della scienza e per il posto minuscolo che occupiamo nell'universo. Ha un vantaggio stagionale preciso: nella seconda settimana di agosto arriva il picco delle Perseidi, e alzare gli occhi al cielo dopo aver letto Sagan è un'esperienza diversa. Si può leggere anche a capitoli sparsi, uno per sera.

Come scegliere tra questi cinque

Se in questi giorni ci si sposta molto e si legge a intervalli brevi, meglio partire da «Lo straniero» o da «Il grande Gatsby»: sono corti, hanno una trama che tiene, e non richiedono di ricordare decine di personaggi. Se invece si ha davanti una settimana ferma nello stesso posto, «Sapiens» è la scelta migliore, perché è il tipo di libro che si apprezza solo leggendolo con continuità. «Il barone rampante» sta in mezzo: si può interrompere senza perdersi, ma dà il meglio letto di seguito.

Una raccomandazione finale, valida per tutti e cinque: non portarli tutti insieme. Chi parte con cinque libri in valigia finisce quasi sempre per non finirne nemmeno uno. Meglio sceglierne due, e lasciare che sia il terzo a farsi desiderare fino al ritorno.