Libri e romanzi

Gli italiani leggono soprattutto su carta o i formati digitali stanno sostituendo il libro cartaceo?

Gli italiani leggono soprattutto su carta o i formati digitali stanno sostituendo il libro cartaceo?

Il libro cartaceo non è stato sostituito dal digitale in Italia. I dati ISTAT relativi al 2025 mostrano che il 71,5% dei lettori usa esclusivamente il supporto cartaceo, mentre il 17,6% alterna più supporti, il 10,2% legge soltanto ebook o libri online e lo 0,6% utilizza esclusivamente audiolibri. La lettura su carta resta quindi nettamente predominante, ma il quadro non è quello di una contrapposizione assoluta tra vecchio e nuovo formato. Una parte dei lettori combina carta, digitale e audio, e proprio l’uso ibrido aiuta a capire meglio la trasformazione in corso. Il dossier segnala inoltre che l’uso digitale, esclusivo o combinato, è più frequente nelle fasce dai 15 ai 44 anni. Anche questo elemento va letto come una differenza osservata tra fasce d’età, non come una spiegazione unica delle preferenze individuali. I dati nazionali vanno però distinti dalle classifiche o dalle metriche delle piattaforme private, che possono usare basi, periodi e definizioni differenti. Una classifica di ascolti, per esempio, racconta che cosa accade dentro una piattaforma, non quanto quel comportamento rappresenti da solo l’intera popolazione italiana.

La lettura su carta resta la scelta dominante

Il dato del 71,5% è il punto di partenza più chiaro: quasi tre lettori su quattro, nella rilevazione considerata, leggono esclusivamente libri cartacei. Questo rende difficile sostenere che il digitale abbia già preso il posto della lettura su carta. La percentuale riguarda il supporto usato dai lettori e va interpretata per ciò che misura, senza trasformarla in un giudizio sulla qualità dei diversi formati. Carta, ebook e audiolibri rispondono a modalità di fruizione differenti, ma il dato nazionale mostra che il supporto tradizionale mantiene una posizione molto ampia. La fotografia è riferita al 2025 e non permette, da sola, di prevedere come cambieranno le abitudini negli anni successivi. Serve quindi a descrivere il presente, non a formulare previsioni. Permette però di rispondere alla domanda attuale: in Italia, la carta continua a essere il formato esclusivo della maggioranza dei lettori.

Il 17,6% alterna più supporti

Il secondo dato più importante riguarda i lettori ibridi: il 17,6% alterna più supporti. È qui che il confronto tra digitale e lettura su carta diventa meno rigido. La presenza di un gruppo consistente che usa formati diversi indica infatti che ebook, libri online e audio possono affiancare il cartaceo invece di eliminarlo. La rilevazione non autorizza a stabilire quale supporto venga usato più spesso all’interno di questo gruppo, né consente di attribuire a tutti le stesse motivazioni. Il dato dice che più formati convivono nella pratica dello stesso lettore, ma non specifica se la scelta dipenda dall’occasione, dal tipo di testo o da altre preferenze. Questa distinzione evita di interpretare l’ibridazione come un passaggio obbligato dalla carta al digitale. Sappiamo soltanto che non si tratta di lettori esclusivi di un unico formato. Questo è importante anche quando si leggono dati commerciali: una classifica di vendite o di ascolti può descrivere il successo di determinati titoli su una piattaforma, ma non misura automaticamente come l’intera popolazione dei lettori distribuisca le proprie abitudini tra i diversi supporti.

Ebook e libri online restano una quota minoritaria esclusiva

Il 10,2% dei lettori usa soltanto ebook o libri online. È una quota significativa, ma molto lontana dal 71,5% di chi resta esclusivamente sulla lettura su carta. Anche in questo caso il dato va letto con attenzione: misura l’uso esclusivo del digitale, non tutte le persone che in qualche momento leggono in digitale. Una parte dell’uso di ebook o libri online è infatti compresa nel 17,6% dei lettori ibridi. Il dossier aggiunge che l’uso digitale, esclusivo o combinato, è più frequente tra i 15 e i 44 anni. Si tratta di un’associazione per fascia d’età, non della prova che l’età sia l’unica causa della scelta del formato. I comportamenti possono dipendere da più fattori, ma la fonte disponibile non consente di attribuire pesi causali specifici.

Gli audiolibri crescono come pratica, non come sostituzione

Gli audiolibri occupano una posizione particolare. Solo lo 0,6% dei lettori dichiara un uso esclusivo dell’audio, mentre circa 1,4 milioni di persone hanno ascoltato audiolibri nel periodo rilevato. I due dati non sono equivalenti e non devono essere confusi: il primo riguarda chi usa soltanto quel supporto, il secondo conta le persone che hanno ascoltato audiolibri, anche se possono avere letto anche in altri modi. Per questo non è corretto dire che l’audiolibro abbia già sostituito la lettura su carta o l’ebook. Anche le classifiche di piattaforme come Audible descrivono consumi interni a uno specifico servizio e non possono essere confrontate direttamente con una rilevazione nazionale se cambiano il denominatore, il periodo osservato o la definizione di utente e ascoltatore.

Il confronto corretto parte dalle metriche

La domanda su carta e digitale ha quindi una risposta netta ma non semplicistica. Nel 2025 la lettura su carta resta dominante, con il 71,5% di lettori esclusivamente cartacei; il 17,6% alterna più supporti; il 10,2% usa solo ebook o libri online; lo 0,6% solo audiolibri. La crescita di modalità differenti è visibile soprattutto nell’uso ibrido e nelle fasce più giovani, ma i dati non mostrano una sostituzione generale del libro cartaceo. Per capire le tendenze serve soprattutto confrontare misure omogenee: lettori con lettori, ascoltatori con ascoltatori, periodi equivalenti con periodi equivalenti. Senza questa cautela, il successo di un titolo digitale o audio può essere scambiato per un cambiamento dell’intero mercato della lettura, mentre la fotografia nazionale racconta ancora una forte prevalenza della carta insieme a pratiche sempre più miste.

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