«Dimenticata» in libreria dal 23 settembre per Giunti chiude la trilogia di Karen Sander, cominciata ad aprile con La spiaggia e proseguita a giugno con Tradita.

Tre romanzi in cinque mesi per raccontare una sola sparizione. Non sono tre casi separati con gli stessi investigatori: è un'unica indagine spezzata in tre parti, e questo cambia tutto.

Il modello dello streaming applicato al libro

La scelta è insolita nell'editoria italiana, e vale la pena capire perché.

Il modello abituale delle serie prevede un volume all'anno, con una vicenda che si apre e si chiude dentro ciascun libro. Il lettore aspetta dodici mesi, e nel frattempo legge altro.

Qui invece l'editore ha fissato le date in anticipo e ha stretto gli intervalli: due mesi fra il primo e il secondo, tre fra il secondo e il terzo.

È esattamente il calendario con cui le piattaforme rilasciano le stagioni delle serie televisive: abbastanza ravvicinato da non far dimenticare, abbastanza distante da creare attesa.

Perché l'autrice ha diviso in tre

Sander lo ha spiegato a MilanoNera: voleva scrivere una storia dal respiro ampio, una sorta di serie a puntate, perché un solo libro non le sarebbe bastato.

È una motivazione narrativa, non commerciale. Ma la decisione di comprimere le uscite in cinque mesi è dell'editore, e risponde a un problema pratico: una trilogia diluita su tre anni perde per strada i lettori.

Cosa succede nell'ultimo volume

Sono passate tre settimane dalla scomparsa di Lilli Sternberg. I messaggi crittografati non arrivano più, e la ragazza è con ogni probabilità morta.

In un ultimo tentativo gli investigatori Tom Engelhardt e Mascha Krieger scavano nella sua vita, e trovano una pista nuova.

Recuperando vecchi fascicoli, Mascha scopre che diciotto anni prima una donna di nome Cornelia fu uccisa in una capanna nel bosco. Lo stesso luogo dove sono state trovate tracce di sangue della figlia.

La coppia investigativa

La novità di questa trilogia rispetto alla produzione precedente dell'autrice sta nei due protagonisti.

Mascha Krieger è una crittografa, chiamata a decifrare messaggi cifrati. Tom Engelhardt è un commissario, vedovo con una figlia piccola.

È uno spostamento significativo: nella serie precedente Sander lavorava sulla psicologia del criminale, con una psicologa specializzata nell'analisi dei messaggi lasciati dagli assassini. Qui l'accento passa dalla mente alla decrittazione.

Dal profilo psicologico all'algoritmo, in sostanza. È una tendenza che il thriller contemporaneo mostra da qualche anno.

Chi è Karen Sander

È lo pseudonimo della scrittrice tedesca Sabine Klewe.

Vive in Renania, è traduttrice e docente universitaria. In Germania è autrice da classifica.

Prima di questa trilogia aveva scritto la serie con il commissario Georg Stadler della polizia di Düsseldorf e la psicologa Liz Montario: in Italia sono usciti Muori con me, Ascolta o muori e Guarda o muori, tutti per Giunti.

Un altro pseudonimo

Vale la pena notare una ricorrenza che attraversa le uscite di questa stagione: gli pseudonimi sono ovunque.

Karen Sander è Sabine Klewe, traduttrice e docente. Ma anche Felicia Kingsley è un nome inventato dietro cui c'è un'architetta modenese, e Carrie Leighton è lo pseudonimo di un'autrice italiana che ha scelto l'anonimato.

Le ragioni sono diverse — riservatezza, posizionamento di mercato, separazione fra professione e scrittura — ma il fenomeno è consistente, e in certi generi lo pseudonimo è ormai la norma invece che l'eccezione.

Qui i prerequisiti sono obbligatori

Questo va detto con chiarezza perché riguarda chi sta per comprare.

È la terza puntata di una singola indagine, e la trama comincia tre settimane dopo i fatti del secondo volume.

Chi parte da qui non capisce nulla: non è un caso di «si perde qualche riferimento», è che manca l'intera vicenda.

L'ordine è: La spiaggia, Tradita, Dimenticata.

A chi è adatto

Ai lettori di thriller nordeuropei e a chi apprezza le storie lunghe divise in puntate.

Non adatto a chi vuole un caso chiuso in un volume, che è una preferenza legittima e diffusa: molti lettori di gialli comprano proprio perché sanno che in trecento pagine avranno una risposta.

L'ambientazione che ritorna

Un elemento distingue questa trilogia dalla produzione precedente dell'autrice: il luogo.

Il primo volume si chiama La spiaggia, e l'ambientazione balneare torna lungo tutta la vicenda come elemento fisso.

È una scelta che il thriller nordeuropeo pratica spesso: un paesaggio riconoscibile che accompagna l'indagine e ne assorbe il tono. La costa fuori stagione, in particolare, fornisce quello che il genere cerca — spazi aperti ma deserti, luce fredda, luoghi costruiti per la folla e vuoti.

Nel volume conclusivo lo spazio si sposta verso il bosco, con la capanna dove diciotto anni prima è avvenuto il primo delitto. È il movimento tipico dei finali: dall'aperto al chiuso, dal presente al passato.

Cosa dice questa operazione

Giunti pubblica Sander in Italia da oltre dieci anni, nella collana M dedicata a gialli e thriller.

Programmare tre volumi in cinque mesi è un investimento sulla continuità di lettura più che sul singolo titolo: significa scommettere che chi compra il primo comprerà anche gli altri due.

Se funziona, è un modello che altri editori copieranno. Il thriller è il genere dove la fedeltà del lettore è più alta, ed è quindi quello dove questa formula ha più probabilità di reggere.