«Tutti in questa banca sono ladri» in libreria dal 25 agosto per Feltrinelli è il quarto giallo di Benjamin Stevenson con Ernest Cunningham.

Dieci ostaggi chiusi dentro una banca, e più di uno di loro aveva già pianificato di svaligiare quel caveau lo stesso giorno. Nella nota dell'autore c'è poi un dettaglio che nessuno aveva mai usato: pubblica il proprio numero di WhatsApp e invita chi legge a mandargli la soluzione dopo il capitolo quaranta.

Uno scrittore che ha bisogno di sentire le risate

Benjamin Stevenson è australiano e fa tre lavori insieme: scrive romanzi, fa lo stand-up comedian e lavora come agente letterario.

Ha fatto il tutto esaurito al Melbourne International Comedy Festival e all'Edinburgh Festival Fringe, ed è passato per ABC TV, Channel 10 e The Comedy Channel.

Sulla differenza fra i due mestieri ha detto una cosa che spiega il numero di telefono: scrivere è solitario, mentre «essere un attore comico vuol dire ritrovarsi tutti insieme nella stessa stanza e condividere istantaneamente le reazioni, le risate».

Un comico che scrive romanzi lavora al buio: fa le sue battute e non sente niente. Il canale diretto con i lettori è il modo per recuperare quella reazione immediata che il palcoscenico gli dà e la pagina no.

Come usa i due mestieri uno contro l'altro

C'è un secondo aspetto, che Stevenson ha raccontato al Messaggero e che descrive un metodo di lavoro insolito.

Quando si blocca scrivendo le battute per gli spettacoli, apre il romanzo e uccide qualcuno. Quando si blocca sul romanzo, presumibilmente fa il contrario.

È un modo di trattare due forme apparentemente lontane come vasi comunicanti, e nei suoi libri il risultato si vede: il giallo e la comicità non si alternano, stanno nella stessa frase.

Cosa succede nella banca

Ernest Cunningham, il protagonista della serie, è alla Huxley Bank per una ragione banale: chiedere un prestito.

Un rapinatore mascherato spara in aria e fa scattare il lockdown. Porte bloccate, saracinesche abbassate: nessuno entra e nessuno esce.

Poi compare il primo cadavere, e tutti i presenti diventano sospettati. Con una complicazione che è il vero congegno del libro: più di uno di loro aveva già pianificato di svaligiare quel caveau, quel giorno.

Dieci ostaggi, dieci furti programmati nello stesso posto e nello stesso momento, e uno solo di questi è quello che tutti stanno guardando.

Il ribaltamento rispetto ai libri precedenti

La serie di Ernest Cunningham va avanti dal 2022 con cadenza annuale fissa, e ha una struttura riconoscibile: un gruppo chiuso in movimento.

Nel primo, Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno, era una riunione di famiglia in montagna. Nel secondo, Tutti su questo treno sono sospetti, un treno. Poi l'episodio natalizio Tutti hanno dei segreti a Natale.

Stevenson si era chiesto pubblicamente, su ilLibraio, quale mezzo di trasporto gli restasse dopo treni, aerei, navi e skilift.

La risposta di questo quarto libro è togliere il movimento del tutto. Il gruppo resta chiuso ma immobile, e l'unica cosa che si muove è il tempo.

La rapina in banca come materia da romanzo

C'è un'osservazione tecnica che il blog specializzato crossexaminingcrime ha fatto e che vale la pena riportare: la rapina in banca è un'ambientazione rarissima nel romanzo giallo, per quanto sia abusata al cinema.

La ragione è che il cinema può mostrare simultaneamente cosa succede dentro e fuori, mentre il romanzo deve scegliere un punto di vista.

Stevenson risolve chiudendo il lettore dentro insieme ai personaggi, e trasformando l'assedio in una stanza chiusa classica: il congegno più antico del giallo applicato a una situazione che il genere non aveva mai frequentato.

Da dove viene questo modo di scrivere

Stevenson è un cultore dichiarato di Christie e Conan Doyle, e conosce i decaloghi narrativi che negli anni Venti e Trenta stabilivano cosa un autore di gialli potesse e non potesse fare.

Sul rapporto con quella tradizione è stato esplicito: «Volevo rendere omaggio alla grande età dell'oro dei romanzi gialli, ma volevo farlo in una maniera nuova, fresca e moderna. È un omaggio, non certo una riscrittura».

Il modo in cui lo fa è la rottura continua della quarta parete: Ernest si rivolge al lettore, commenta le regole del genere, anticipa quante persone moriranno.

È una scelta che divide. Chi la trova brillante legge tutta la serie; chi la trova irritante si ferma al primo volume.

Come è stato accolto

Il libro è uscito in inglese a marzo 2026 come Everyone in This Bank Is a Thief, e l'accoglienza è stata molto buona.

Bookreporter lo descrive come complicato, divertente e stravagante. RedCarpetCrash lo indica come il migliore della serie. Il blog Beneath the Stains of Time lo dà per certo nella propria lista dei migliori dell'anno, e lo giudica superiore all'esordio.

Sui volumi precedenti, in Italia, Maurizio de Giovanni aveva scritto sulla Lettura del Corriere della Sera che si tratta di narrativa originale e spiazzante.

I numeri della serie

Due milioni di copie in ventinove paesi. In Italia i tre titoli precedenti hanno superato le trecentomila copie e sono rimasti in classifica per mesi.

È il motivo per cui Feltrinelli lo lancia con una campagna dedicata: dal 2022 lo pubblica in Italia e ne ha fatto uno dei propri motori nel giallo internazionale.

La collocazione è coerente con una scelta di catalogo più ampia. Il gruppo ha investito molto sul giallo enigmistico e sul cozy, il filone dei delitti trattati con leggerezza, e Stevenson ne è fra i capofila.

Si può leggere da solo

Sì. I recensori anglosassoni confermano che funziona come volume autonomo, come del resto tutti quelli della serie.

Leggerli in ordine dà però più contesto su Ernest e su Juliette, che qui è la sua fidanzata e che nei libri precedenti aveva un ruolo diverso.

A chi è adatto

A chi ama gli enigmi da risolvere insieme al protagonista, e a chi non considera un difetto che un giallo faccia ridere.

Meno adatto a chi cerca realismo o tensione cupa. Fra gli elementi che i recensori segnalano ci sono un caso di combustione umana spontanea, un pappagallo che non sta zitto e un prete che non può parlare: chi cerca un noir psicologico è nel posto sbagliato.

E chi si irrita quando un personaggio si rivolge direttamente a lui farà fatica dalla prima pagina, perché qui succede continuamente ed è deliberato.