Jane Austen scrisse «Orgoglio e pregiudizio» nel 1813, e il primo paragrafo è una delle frasi più celebri della letteratura inglese: «It is a truth universally acknowledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife». In italiano, quella frase diventa necessariamente diversa. Cambia il ritmo. Cambia il suono. Cambiano gli echi che produce nella mente del lettore. Chi legge l'edizione italiana non legge la stessa opera che ha letto l'Europa anglofona per due secoli. Legge il libro che il traduttore ha deciso di fare.
La traduzione non è trasporto, è scelta
Il traduttore di un romanzo non è una macchina che sostituisce parole in un dizionario. È un lettore che legge profondamente il testo, che ne percepisce i tempi, le sfumature, i giochi di parole, e poi decide come farli rivivere in un'altra lingua. Ogni parola è una piccola battaglia. Quando un autore di un romanzo vittoriano usa l'aggettivo «dreadful», il traduttore italiano deve scegliere se scrivere «terribile», «orribile», «spaventoso» oppure «terribile davvero». La scelta non è una questione di equivalenza: è una questione di effetto. La parola che sceglie cambierà come il lettore sente la frase. Un romanzo come «Jane Eyre» di Charlotte Brontë, con il suo gotico intenso e la sua carica emotiva, avrà una forza diversa se il suo traduttore usa vocabolario sobrio oppure vocabolario ricco e corposo. Lo stesso testo diventa due libri diversi.
Il ritmo è una decisione del traduttore
Tra le lingue esistono differenze strutturali profonde. L'inglese tende a essere conciso, a usare frasi brevi e piene di consonanti gutturali. L'italiano è più musicale, più ricco di vocali, naturalmente più lungo. Quando un traduttore trasferisce in italiano il stile tersamente lirico di Virginia Woolf oppure la prosa minimalista di Hemingway, deve decidere se mantenere la brevità (forzando l'italiano contro la sua natura) oppure se adattare il ritmo alla musicalità della lingua ricevente. Non è una tradimento: è una necessità. E quella necessità rimane visibile nel libro finito. Un lettore italiano che ha poi letto la stessa opera in traduzione dall'inglese oppure dal francese si accorge che non sono la medesima cosa. Sono versioni. Sono sorelle, ma non gemelle.
Quando nasce il mestiere di tradurre letteratura
La traduzione letteraria moderna è nata come disciplina consapevole e rivendicata nel Novecento. Prima, la traduzione era una pratica più libera, talvolta molto creativa, che permetteva ai traduttori di intervenire, ampliare, modificare senza dichiararlo. Nel corso del ventesimo secolo, con l'affermarsi dell'editoria contemporanea e dell'idea stessa di fedeltà al testo, il traduttore è diventato una figura consapevole e responsabile. Oggi sappiamo il nome di chi ha tradotto «Il grande Gatsby» di F. Scott Fitzgerald in italiano, di chi ha dato forma alle pagine di Cormac McCarthy o Elena Ferrante nelle altre lingue. Questa consapevolezza ha portato anche a una tensione continua: come essere fedeli allo stile senza tradire la lingua ricevente, come rispettare l'autore senza sacrificare il lettore.
La nostra lingua sceglie il nostro libro
Molti lettori credono che un romanzo tradotto sia una copia fedele del testo originale. In realtà, il libro che leggiamo in italiano è una creazione a due mani: quella dell'autore e quella del traduttore. Il traduttore non scompare nel testo, non è invisibile come spesso si pretende. Le sue scelte attraversano ogni pagina. Se un'opera straniera vi ha emozionato, vale la pena cercare il nome di chi l'ha tradotta e leggere una sua introduzione, quando esiste. Capirete meglio che non state leggendo l'originale, ma il frutto di una lettura straordinariamente consapevole, di un dialogo tra due lingue, di una riscrittura che è un atto d'amore verso sia l'autore sia il lettore italiano.
Quando si mette giù un romanzo tradotto, la storia appartiene all'autore, ma le parole, il sospiro tra una frase e l'altra, il modo in cui una battuta vi fa sorridere, il colore esatto di una metafora: tutto questo appartiene anche a chi ha scelto di farvi leggere quel libro nella vostra lingua. Riconoscere questo non diminuisce il valore dell'originale. Lo completa.
