A quindici anni scriveva su Wattpad, la piattaforma dove chiunque può pubblicare storie a puntate e chiunque può leggerle gratis. Oggi la sua saga ha superato il mezzo milione di copie, è in pubblicazione in Francia, Spagna e Repubblica Ceca, e ne è stato annunciato un adattamento cinematografico.
Si firma Hazel Riley. È uno pseudonimo: dietro c'è un'autrice italiana classe 1997, di origine sarda, laureata in Comunicazione.
Come si comincia su Wattpad
La piattaforma funziona in modo semplice: si pubblica un capitolo, i lettori commentano, si pubblica il successivo. Non c'è editor, non c'è anticipo, non c'è selezione. C'è un pubblico che legge in tempo reale e reagisce.
Questo produce un tipo di scrittura particolare. Chi scrive lì impara a costruire capitoli che finiscono in sospeso, a gestire l'attesa fra una puntata e l'altra, a percepire immediatamente quando una scena non funziona — perché i commenti glielo dicono.
È una scuola diversa da quella tradizionale, dove un autore lavora anni su un manoscritto prima che qualcuno lo legga. Ha limiti evidenti, ma insegna qualcosa che nelle scuole di scrittura si insegna con difficoltà: tenere il lettore.
Il passaggio all'editoria
Nel 2023 Sperling & Kupfer pubblica il primo volume della sua saga. L'autrice, in una delle prime interviste, raccontava lo choc di vedersi in cima alle classifiche, definendosi una persona introversa.
Il passaggio dalla piattaforma alla casa editrice segue una logica che ormai gli editori conoscono: un autore che su Wattpad ha centinaia di migliaia di letture arriva in libreria con un pubblico già formato. Non bisogna costruirlo, bisogna solo raggiungerlo.
È il motivo per cui gli editori monitorano quelle piattaforme. Non cercano manoscritti: cercano comunità di lettori già esistenti.
La saga
Il ciclo si è concluso a giugno 2026 con Game of Olympus. Catarsi. In tre anni la saga ha superato il mezzo milione di copie, cifra che nel mercato italiano colloca l'autrice fra i nomi che vendono di più in assoluto, non solo nel proprio genere.
Le traduzioni in Francia, Spagna e Repubblica Ceca segnano un altro passaggio: il romance italiano che viene esportato, invertendo il flusso abituale in cui il genere arriva da fuori.
L'adattamento cinematografico, prodotto da Rainbow e Colorado Film, chiude il percorso: piattaforma, libro, classifica, schermo. È una traiettoria che negli ultimi anni è diventata un canale industriale codificato, non un colpo di fortuna isolato.
Perché non è un caso fortunato
La tentazione è leggere questa storia come un colpo di fortuna: la ragazzina che scriveva per hobby e ce l'ha fatta. Sarebbe una lettura sbagliata.
Quel percorso è diventato un canale industriale con regole riconoscibili. Gli editori osservano le piattaforme, individuano gli autori con seguito, propongono contratti. I libri escono in serie perché la serialità è ciò che quel pubblico cerca. Le uscite vengono programmate in coordinamento con la presenza social dell'autrice.
Nella classifica BookTok di marzo 2026, tredici titoli su venti erano di autrici italiane, e Hazel Riley era presente con cinque libri contemporaneamente — accanto a Felicia Kingsley, Stefania S. e Karim B. Non è una carriera anomala: è il modello.
Cosa succede dopo la saga
Un ciclo che si chiude pone all'autrice un problema che gli esordienti non hanno: cosa scrivere dopo.
Il pubblico costruito su una serie è affezionato a quel mondo, a quei personaggi, a quel tipo di storia. Un romanzo diverso, per quanto migliore, rischia di non trovare gli stessi lettori.
Le strade praticate sono sostanzialmente tre. Continuare nello stesso universo con personaggi secondari promossi a protagonisti, che è la soluzione più sicura. Aprire una nuova serie nello stesso genere, mantenendo il pubblico ma cambiando il mondo. Oppure cambiare direzione, accettando di perdere una parte dei lettori.
È lo stesso bivio che hanno affrontato gli autori seriali di ogni epoca, dai gialli dell'Ottocento in poi. Cambia il canale, non il problema.
Perché lo pseudonimo
Un dettaglio che colpisce chi si avvicina a questo mondo: moltissime autrici italiane del genere firmano con nomi che suonano anglosassoni.
Le ragioni sono commerciali e riconosciute nel settore. Il romance è percepito come un genere di importazione, i lettori associano quei nomi al tipo di libro che cercano, e una copertina con un nome italiano rischia di essere letta come appartenente a un'altra categoria — la narrativa sentimentale tradizionale, che ha un pubblico diverso.
C'è anche una ragione personale: lo pseudonimo protegge la vita privata di autrici spesso molto giovani, che si trovano improvvisamente esposte a un pubblico di centinaia di migliaia di lettori.
È una pratica antica in letteratura, usata per secoli soprattutto dalle scrittrici, che qui riemerge per motivi nuovi ma con la stessa funzione: separare la persona dal nome che sta in copertina.
Cosa cambia per chi scrive
Per chi oggi ha quindici anni e scrive storie, questa vicenda dice due cose opposte.
La prima è incoraggiante: esiste un percorso che non passa dalle raccomandazioni né dal manoscritto spedito e mai letto. Si pubblica, si vede se qualcuno legge, e se molti leggono qualcuno se ne accorge.
La seconda è più severa: quel percorso premia caratteristiche precise. La serialità, il ritmo, la capacità di tenere un pubblico settimana dopo settimana. Chi scrive un romanzo lento, breve e concluso non troverà su quelle piattaforme il proprio canale, per quanto sia bravo.
Non è né un bene né un male in assoluto: è la forma che quel canale ha. Come ogni canale, seleziona.
Il dato che resta
Mezzo milione di copie è una cifra che pochi autori italiani raggiungono in una carriera intera. Raggiungerla in tre anni, partendo da una piattaforma gratuita, dice qualcosa sul modo in cui il pubblico dei lettori si è riorganizzato.
Non è più un pubblico che aspetta di sapere cosa esce. È un pubblico che decide cosa deve uscire, e che l'editoria segue invece di guidare. Per chi lavora nel settore, è la trasformazione più rilevante degli ultimi anni.
